Luca Nannipieri: “Un tavolo con FAI e Italia Nostra per salvare l’Abbazia di San Savino”

CASCINA – Il noto critico d’arte Luca Nannipieri accende i riflettori sul recupero dell’abbazia di San Savino a Cascina, in cui è assessore alla cultura e all’istruzione.

“Desidero il FAI e Italia Nostra accanto a me e a noi per far rinascere l’abbazia di San Savino, che versa in condizioni difficilissime. Serve una campagna mediatica e civile, di sensibilizzazione cittadina, come quella che è stata fatta dal FAI per la Certosa di Calci, per le grotte del Caglieron a Treviso, per l’area archeologica crotonese di Capo Colonna, e che hanno portato alla rinascita eccellente dell’abbazia di San Fruttuoso, di Villa Gregoriana di Tivoli, del Castello di Avio. Mi sto adoperando per aprire un tavolo di lavoro e di pressione istituzionale e civica, affinché questo eccellente monastero benedettino del XII-XIII secolo di San Savino non rimanga in uno stato di grave sonnolenza come lo è da anni. Ho le idee chiare sul lungo percorso da fare, con il coinvolgimento pieno dei proprietari dell’abbazia, della diocesi, della parrocchia: l’esempio dei restauri e delle raccolte firme per la Certosa di Calci dimostra che le istituzioni (Stato, Ministero dei Beni culturali, Comune, Università, Diocesi) sono necessarie, ma da sole non bastano, così come, per l’abbazia di San Savino, non è sufficiente l’impegno indispensabile e preziosissimo degli abitanti del territorio, del parroco e della parrocchia. Serve una mobilitazione civile che coinvolga associazioni e fondazioni di rilievo nazionale, accreditate al Mibact, già protagoniste di recuperi e riqualificazioni di riferimento, come appunto il Fai, Italia Nostra, Civita, Mecenate90. Sulla condizione gravose in cui versa l’abbazia, la cui chiesa è invece ben tenuta grazie alle premure amorose di don Alberto Armellin, ne parlai su RaiUno, Striscia La Notizia, Panorama, Il Giornale, ci portai Vittorio Sgarbi e alcuni membri del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. La situazione è molto complicata (anche agli occhi degli esperti), visto lo spezzettamento delle proprietà e l’estensione del complesso abbaziale. Per questo, come primo passo, prima di enunciare gli altri, prima di rivolgermi al Consiglio Superiore dei Beni Culturali, sono a chiedere un tavolo comune con FAI, Italia Nostra, diocesi, Ministero dei Beni culturali e rappresentanza territoriale per avviare il percorso di salvataggio e la condivisa riqualificazione dell’abbazia di San Savino”.

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