Mai più Bancarelle: “Non c’è nessun buco nel muro”

PISA – Nonostante siano state finalmente abbandonate le ipotesi di rientro delle bancarelle in Piazza dei Miracoli, le soluzioni temporanee o definitive prospettate in questi giorni per liberare l’area intorno ai monumenti dal terribile suk che la accerchia e la soffoca continuano purtroppo a non andare nella direzione della salvaguardia e della valorizzazione di uno dei luoghi storici e artistici più belli del mondo.

La soluzione “temporanea” ipotizzata prevederebbe la sistemazione delle sole bancarelle di Piazza Manin in uno spazio a verde interno all’Ospedale Santa Chiara. Ipotesi che, oltre a distruggere l’area a verde vincolata dove insistono anche l’obitorio e una cappella, prevede l’apertura di due “buchi” nel muro da poco restaurato  per mettere in comunicazione diretta questo spazio con il complesso monumentale. Così’ facendo si produrrebbe una modifica significativa del disegno della Piazza dei Miracoli per sistemare “provvisoriamente” le sole bancarelle di Piazza Manin. Non a caso tale soluzione è stata già bocciata in sede di Comitato Interistituzionale per il Decoro costituito da Comune, Sovrintendenza e Regione Toscana.

La soluzione “definitiva” è, se possibile, ancora peggiore. Si prevederebbe, infatti,  di collocare le bancarelle, tutte forse questa volta – comprese quelle all’Arcivescovado – , nell’unica area che rimarrebbe pubblica del Santa Chiara, cioè quella dove sorge ora l’ex Pronto Soccorso e il Centro Prelievi. In questo modo si creerebbe un percorso “obbligato” di accesso alla Piazza, con conseguente chiusura della Porta Santa Maria. Residenti e turisti dovrebbero utilizzare questo lungo “percorso delle bancarelle” entrando dove attualmente c’è la barra in piazza Manin per poi accedere alla Piazza dei Miracoli attraverso un “buco” da realizzare nel muro esistente. Una ipotesi che si stenta a credere possa essere stata anche solo pensata ma che è invece seriamente in discussione.

Qualunque sia l’ipotesi di sistemazione delle bancarelle – la cui collocazione non può rimanere quella attuale – deve comunque essere chiaro che l’integrità della  piazza del Duomo non può venire messa in discussione, né nei suoi attuali confini, né nelle sue porte o vie di accesso.

Fonte: Valeria Caldelli, Pierluigi D’Amico, Silvia Silvestri

 

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