Mandar via cacciatori dal proprio fondo agricolo si può. Curiosa sentenza del Tar

PISA – Mandar via i cacciatori dal proprio fondo agricolo, si può ma ci vuole tempo e pazienza. Ne sa qualcosa il gruppo di 16 proprietari di fondi agricoli situati nel Comune di Chianti (Provincia di Pisa).

Il fatto. Il 17 luglio 2007 infatti hanno presentato domanda per ottenere l’esclusione dei propri fondi dal territorio destinato alla caccia programmata dal piano faunistico-venatorio. Nella domanda si evidenziava, tra l’altro,, che i fondi oggetto della richiesta di esclusione dalla gestione programmata della caccia erano interessati da aziende agricole che utilizzavano metodi biologici e aderenti ai Consorzi Aiab ed Ecocert. Erano sede di allevamento di specie a rischio di estinzione (asino dell’Amiata) e oggetto di progetti di ricerca e conservazione; ospitavano, occupando una percentuale superiore al 50% dell’area, strutture di ricezione turistica, in quanto nei suddetti fondi rustici avevano sede aziende agrituristiche, realtà economica individuata tra gli obiettivi strategici del Piano Territoriale di Coordinamento provinciale
per il Sistema delle Colline della Valdera. Si precisava, infine, che l’area e le strutture ricettive in essa ricadenti erano interessate da iniziative provinciali a sostegno del turismo ippico.

Richiesta accolta dal Tar. Con determinazione dirigenziale n. 4386 dell’11 settembre 2007, la Provincia di Pisa ha respinto la domanda. I proprietari, difesi dall’avvocato Guglielmina Simoneschi e con l’aiuto della LAC, hanno fatto ricorso al TAR (III sezione) che con sentenza n. 935 del 2012, depositata il 16 maggio 2012, accoglieva il ricorso ed annullava quindi l determinazione 4386 che aveva respinto la domanda dei proprietari terrieri. Con determinazione n. 3873 del 24 agosto 2012 la Provincia di Pisa ha preso atto della sentenza. Nei prossimi giorni, pertanto, i 16 proprietari potranno apporre le tabelle con la scritta: “DIVIETO DI CACCIA

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