Marco Minniti: “L’Italia non può rinunciare ai principi umanitari in nome della sicurezza”. Le foto

PISA – Un Marco Minniti critico nei confronti del proprio Partito, nonché autoironico riguardo alla sua mancata candidatura a Segretario Nazionale dei Democratici, quello che ieri pomeriggio si è presentato presso le “Officine Garibaldi” a Pisa per la presentazione del suo libro “SICUREZZA E’ LIBERTA’“, in un incontro moderato dal Direttore del “Il Tirreno” Luigi Vicinanza, alla presenza altresì dell’ex Ministro alla Pubblica istruzione Valeria Fedeli, del Direttore del CNR Domenico Laforenza e del parlamentare Pd Federico Gelli.

di Giovanni Manenti
Un partito che perde le elezioni come le abbiamo perse noi“, esordisce Minniti, “non può attendere un anno per convocare il proprio Congresso, ma deve farlo a distanza di un mese“, per poi precisare i motivi che lo hanno indotto a non candidarsi per la nomina a Segretario Nazionale, in quanto “un Partito che ha ottenuto il 18% dei consensi in sede elettorale non può avere al proprio interno sette candidature con sette piattaforme diverse, ragion per cui ho ritenuto mio dovere morale fare un passo indietro per il futuro dei Democratici, non avendo altresì – chiosa – il sostegno della mia famiglia, visto che ogni giorno ricevevo su wjatsapp la foto di mia moglie e delle mie figlie con su scritto “pensa a noi” …
Entrando poi nella presentazione specifica del suo libro, l’ex Ministro degli Interni ha specificato come: “già il titolo, Sicurezza è Libertà, sta ad indicare un binomio inscindibile, nel senso che la mia convinzione è che non è possibile una sorta di baratto, di scambio tra sicurezza e libertà, nel senso che non si può dare più sicurezza chiedendo di rinunciare ad una parte di libertà, perché ciò vorrebbe dire mettere in discussione i principi fondativi della nostra Democrazia, e penso anche che sia necessario dimostrare, sia per quanto riguarda la sicurezza che il problema dell’immigrazione che una grande Democrazia deve essere capace di superare le emergenze e, sopratutto, di governare il fenomeno“.
Un fenomeno“, prosegue l’Onorevole Minniti, “che noi, per troppo tempo, abbiamo subito, mettendo poi in campo volontà e determinazione nel governare i grandi processi migratori, mentre viceversa oggi dobbiamo stare attenti ad un altro grosso rischio, che vedo molto grande, e cioè quello di mettere in contrapposizione tra loro i principi di sicurezza e di umanità, atteggiamento che non può essere assolutamente condiviso in quanto un grande Paese che rinuncia ai principi umanitari ed ad un pezzo del segmento del proprio popolo rischia di percorrere una strada molto difficile“.
Il significato, pertanto, di questo titolo“, conclude l’ex Guardasigilli, “è quello di governare i flussi migratori, facendolo con intelligenza e contrastando l’illegalità ed aprendo canali legali e, contemporaneamente, non rinunciando mai ai principi umanitari, è questo il senso vero che fa grande una Democrazia rispetto anche ai sentimenti più profondi del popolo italiano“.
Non poteva mancare un riferimento all’attualità, in merito alla situazione dei 47 migranti che si trovano al largo delle coste di Siracusa e per i quali il Ministro Salvini ha chiuso i porti. che Minniti così commenta: “penso che l’Italia abbia il dovere, in questa circostanza, trattandosi di 47 migranti che sono sfuggiti ad un naufragio, tra l’altro con un mare in pessime condizioni, di farsi carico di questa responsabilità, naturalmente chiamando anche l’Europa a fare la sua parte e tuttavia ci troviamo di fronte ad una situazione non emergenziale in quanto non vi è un’invasione dell’Italia che, per fortuna, già dal maggio scorso, ha visto ridurre del 78% gli sbarchi nel nostro Paese per quanto attiene ai dati generali del Mediterraneo Centrale e dell’85% dalla Libia e quindi, non esistendo alcuna emergenza sul fronte dell’immigrazione, ribadisco pertanto come, in una situazione difficilissima come quella che stanno vivendo queste persone, l’Italia abbia il preciso dovere di non lasciarle in balia dei marosi“.
“SICUREZZA E’ LIBERTA'” – Rizzoli Editore, pag. 221, €. 19,00
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