Marco Polo mette le tende a Pisa

PISA – Un’altra importante iniziativa prende piede nella nostra città per celebrare il decimo anniversario delle attività svolte presso Palazzo Blu con una mostra fotografica avente a tema “Il Viaggio di Marco Polo“.

di Giovanni Manenti

La mostra sarà aperta da venerdì 23 marzo e durerà sino al 1 luglio prossimo, realizzata per “Fondazione Palazzo Blu” da National Geographic, con il contributo della Fondazione Pisa e del Museo Nazionale d’arte orientale Giuseppe Tucci, a cura di Marco Cattaneo, direttore dell’edizione italiana della prestigiosa rivista “National Geographic”.

L’esposizione si pone l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico il fascino dei luoghi esplorati dal veneziano Marco Polo nel suo celebre viaggio poi consegnato ai posteri con la pubblicazione de “Il Milione” da parte di Rustichello da Pisa, il quale ebbe il pregio di prendere nota dei racconti dell’esploratore veneziano, attraverso una serie di 77 fotografie eseguite da Michael Yamashita, fotografo americano di origini giapponesi, il quale collabora da più di 30 anni con il National Geographic, rivista per la quale ha, appunto, ripercorso il tragitto di Marco Polo da Venezia sino all’Estremo Oriente attraverso “la via della seta”, ritrovando molti dei luoghi narrati, così da rendere altresì giustizia al celebre esploratore italiano, sulle cui affermazioni non pochi avevano espresso dei dubbi circa la relativa veridicità.

A margine di tale iniziativa nell’atrio di Palazzo Blu, è stata montata una yurta, che altro non è che una tenda ad uso abitazione mobile dei nomadi dell’Asia Centrale, del tutto simile a quelle che Marco Polo incontrò nel suo viaggio.

Ciò è stato realizzato grazie alla collaborazione di giovani studenti provenienti da Kirghizistan, Kazakistan e Mongolia, con l’assistenza del Prof. Pier Giorgio Borbone dell’Università di Pisa il quale, da noi raggiunto, ci ha dichiarato: “E’ una casa di feltro e di lana, costruita con legno di salice e che i Nomadi dall’Anatolia dell’Est sino alla Cina usano per vivere in montagna, nel deserto dei Gobi e nelle steppe dell’Asia Centrale“. “Ciò non vuol dire – prosegue il professore – che tali popoli non sia siano modernizzati, prova ne sia che per i quattro ragazzi che mi hanno aiutato nel montare la tenda è stata la loro prima esperienza in tal senso, pur trattandosi la yurta di una loro abitazione tradizionale, visto che gli stessi sono studenti ospitati a Pisa grazie al progetto Erasmus in un’ottica di sguardo al futuro, pur se ancora, specie in Mongolia, si possono ancora trovare nuclei familiari che trascorrono la loro esistenza legata alle tradizioni dei loro antenati”.

Insomma, se si vuole fare un tuffo nel passato, una visita a Palazzo Blu nei prossimi tre mesi è quasi d’obbligo.

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