Maria Elena Boschi alla Normale: “Pari opportunità, molte cose sono state fatte, ma la strada è ancora lunga”

PISA – In una Sala Azzurra della Scuola Normale di Pisa, gremita in ogni ordine di posti è intervenuta questo pomeriggio il Sottosegretario con delega alle pari opportunità Maria Elena Boschi nell’ambito di una serie di convegni organizzati dall’Ateneo Pisano sul tema “La Frontiera dei diritti”.

di Giovanni Manenti

Guarda i video sulla pagina Facebook di Pisanews

Guarda la fotogallery sulla pagina Facebook di Roberto Cappello

E se all’interno il dibattito su donne e minori si faceva sempre più dettagliato fuori montava la protesta del collettivo studentesco contro il sottosegretario accusato di tagliare scuola e università mettendo in primo piano il salvataggio delle banche. Si tratta delle persone beffate dalla Banca Etruria.

“Grazie per l’invito e l’opportunità di parlare in questa se così importante, esordisce la Boschi – Cercherò di concentrarmi sul tema del dibattito relativo alle nuove frontiere del diritto in materia di pari opportunità”.

BARRIERA UGUALE MURO. “Tutto sommato l’idea della barriera viene poi trasformata in realtà costruendo dei muri, come in Ungheria e Francia e questo ci preoccupa, così come il recente atteggiamento del nuovo Governo Usa”.

TRUMP E LA PAURA. Credo che il confronto tra il discorso di Trump rispetto a quello di Roosevelt nel 1932, sia stato quello di un superamento delle frontiere che viceversa Trump vuole rimettere per le paure che vuole insinuare nel proprio popolo. Oggi viviamo con molta paura, ma è preoccupante, che chi fa della paura il proprio cavallo di battaglia, la usi a fini politici. In questa ottica diventa importante stabilire dei diritti precisi per il superamento delle barriere.

LA PARITÀ TRA UOMINI E DONNE NEL MONDO. “Credo che questo secolo sia quello dell’affermazione dei pieni diritti tra uomini e donne, sappiamo che non c’è piena parità anche nel nostro paese anche se molti passi avanti, considerando che nei quadri dirigenziali la quota rosa è del 25%, superiore alla media europea. È una sfida che ha molte zone d’ombra anche nel nostro paese, specie per quanto riguarda la violenza sulle donne, che è una problematica trasversale. Ci sono poi le mutilazioni genetiche, con oltre 200 milioni di donne che le subiscono nel mondo; il nostro paese cerca di intervenire, anche per quanto riguarda i matrimoni precoci ed i matrimoni concordati, che incidono anche sulla mortalità postpartum, quasi 70mila madri/bambine ogni anno. Ciò dipende anche dal livello di istruzione, poiché i 2/3 degli analfabeti nel mondo sono donne, con una punta del 98% in Somalia e ciò sta a significare che mancanza di cultura è uguale a difficoltà di emancipazione. C’è poi l’aspetto della tratta di esseri umani, che riguarda donne ma anche bambini, in quanto il fenomeno di bambini non accompagnati è in aumento. Il Governo sta cercando di fare un lavoro coordinato anche con le Associazioni di settore a tutela di queste persone che vengono si dall’Africa, ma anche dall’Est Europa. Sappiamo che non è solo un nostro problema, ad esempio in Cina vi è una tratta delle donne birmane, in Nigeria vi è la massima percentuale di violenza sulle donne. Per fortuna di strada ne abbiamo fatto dai tempi del Risorgimento – prosegue la Boschi – a cominciare da Mazzini, ma è stato difficile poiché all’epoca non potevano avere beni né diritti sui figli, ed una tappa fondamentale in questo cammino è venuta attraverso l’impegno delle donne durante la Resistenza. Questo ha loro consentito di avere il diritto di voto nella prima Repubblica ed aver contribuito alla stesura della Costituzione.

DAL MATRIMONIO RIPARATORE ALLE UNIONI CIVILI. “Molti studenti restano sorpresi del fatto che sino agli anni ’80 era in vigore il “matrimonio riparatore”, così come era giuridicamente previsto il “delitto d’onore”. Dobbiamo dire grazie alle donne che hanno avuto il coraggio di denunciare ed affrontare delle sfide che purtroppo fanno parte della nostra quotidianità. Un altro passo importante e stato effettuato con la normativa che regola le unioni civili, un altro legge che molti pensavano potesse avere attuazione. Credo che l’Italia possa svolgere un ruolo da protagonista anche grazie alle eccellenze in campo accademico ed io vi chiedo di avere un ruolo propositivo nei confronti di queste problematiche. L’accordo che il nostro governo ha stipulato con la Libia è un importante passo in avanti ma dobbiamo vigilare affinché non vi siano azioni lesive dei diritti umani”.

LA CHIOSA FINALE. “Penso che la lotta per la parità dei diritti non debba essere considerata come una “lotta delle donne”, ma anche degli uomini ed in questa ottica non vi e’ migliore frase di quella pronunciata dall’On. TIna Anselmi quando disse che una proposta di legge avanzata da una donna, una volta divenuta legge non è una conquista delle donne, bensì una conquista della società”.

By