Marilu’ Chiofalo in esclusiva a Pisanews: “Sarà un 2017 molto importante per la scuola e la tecnologia”

PISA – Che cosa è stato fatto e che cosa ci riserverà il 2017 in tema di politiche sociali, pari opportunita, scuola e innovazioni tecnologiche. Ne abbiamo parlato in un intervista esclusiva con l’Assessore alle politiche socio educative e scolastiche Maria Luisa Chiofalo con ben sei deleghe: alla promozione delle tecnologie digitali per la formazione, educazione alle scienze e iniziative per la divulgazione scientifica, pari opportunità. Città dei valori, della memoria, cultura della legalità, attuazione della “Carta di Pisa” e iniziative contro le mafie e la corruzione della politica e delle amministrazioni pubbliche.

di Antonio Tognoli

D. Che 2017 sarà per le Politiche educative e scolastiche?

R. “Il 2017 sarà un anno importante per il settore e i servizi zerosei. E’ stata appena approvata la Legge Delega Zerosei alla quale abbiamo faticosamente lavorato per anni anche attraverso il contributo che abbiamo dato all’interno della Commissione Istruzione ANCI nazionale, oltre che ai lavori dell’Osservatorio Nazionale Infanzia Adolescenza per la redazione del Piano Nazionale presentato per la prima volta in Italia il 13 Gennaio scorso a Pisa”.

D. La legge delega è destinata dunque a rivoluzionare il sistema educativo italiano?

R. “Certo. L’idea è di accompagnarlo progressivamente verso la generalizzazione dei servizi nido (tutti e tutte le bambine al nido) ormai già avvenuta quella della scuola dell’infanzia, definendo standard di qualità per questi servizi e individuando una strada per gli standard di costi. Noi avremmo voluto da subito il principio di generalizzazione dei servizi nido scritto con chiarezza nella legge, ma il Ministero per lo Sviluppo Economico non ha dato la copertura. Sembra esserci una incomprensione di fondo, ritengo frutto di un profondo deficit culturale, che mette su binari distinti lo sviluppo economico e lo sviluppo del sistema di educazione e istruzione, quando realizzare il secondo è fattore azzerante per avere il primo: questa incomprensione è una costante in tutti i livelli territoriali di governo e in tutte le ere del nostro Paese. La legge rimane comunque rivoluzionaria.”

D. Quali saranno i parametri numerici?

R. “I parametri numerici sono individuati sulle esperienze migliori della Toscana e dell’Emilia Romagna, e anche della nostra Città che ormai in modo consolidato manda il 50% di bimbe e bimbi al nido, in particolare tutti coloro che ne fanno richiesta, chiedendo alle famiglie una compartecipazione esigua al costo relae del servizio, con standard di qualità dettati da un’ottima Legge della Regione Toscana, la 32, con i suoi regolamenti attuativi. Le proposta sulla quale ANCI ha lavorato ha anche incluso alcune innovazioni arrivate da Pisa a seguito dei tragici fatti del CEP, purtroppo per nulla isolati in Italia, come l’introduzione di strumenti per la promozione del benessere psicofisico, individuale e di gruppo del personale educativo e ausiliario”.

D. Quanto influirà in questo il decreto Madia?

R. “Il decreto Madia ha finalmente interrotto una troppo lunga condizione precaria delle capacità assunzionale degli Enti Locali nei settori dei servizi essenziali come quelli educativi, e il nuovo Piano del Personale del Comune di Pisa prevede tre concorsi, per insegnanti di nido, di scuola dell’infanzia, e per il coordinamento pedagogico nel quale si vorrebbero assumere due unità di personale al posto di una. È essenziale che questo Piano venga condotto a compimento nei tempi previsti. Nello stesso tempo, occorre proseguire con le azioni di miglioramento deliberate di recente. La formazione di personale insegnante e ausiliario è stata incrementata, è stato introdotto il supporto psicologico di gruppo per il personale insegnante in aggiunta a quello pedaogico, sono state migliorate su indirizzo della Giunta pratiche organizzative, sono in corso azioni per incrementare efficacia e efficienza della comunicazione Comune-Famiglie riguardo ai servizi per l’infanzia, ai quali oggi si può peraltro iscriversi online. E’ in corso una nuova misura della qualità dei servizi in area pisana con lo strumeto predisposto insieme all’Istituto degl’Innocenti. Sono state incrementate le azioni per la disseminazione di cultura dell’infanzia e dei servizi per l’infanzia sia sostenendo iniziative private come “Fare anima in educazione” dell’Associazione Nazionale Pedagogisti o del Movimento per la Cooperazione Educativa, sia con il Programma istituzionale Culturèducazione organizzato dal Comune insieme con il Teatro Verdi, che utilizza occasioni a tema delle tre stagioni di prosa, danza, e musica per conversazioni in pillole, con esperti/e della materia e anche della divulgazione, sulle grandi sfide educative”.

D. Molto importante è diventato il ruolo delle ludoteche. Una scelta di campo?

R. “I servizi di ludoteca e campi solari intercettano un bisogno importante delle famiglie, e in questi anni abbiamo misurato quanto questo sia importante soprattutto per le famiglie con bimbe e bimbi diversamente abili: abbiamo provato a incrementare e qualificare il servizio con un/a operatore/trice per ogni bambino/a e abbiamo avuto richieste al di sopra di ogni aspettativa. Il servizio ludoteca è diventato così un impegno pluriennale con vantaggi di continuità educativa per bambine/i e famiglie e occupazionale per chi opera nel settore: nella rete è una ludoteca per ogni quartiere, che deve programmare le proprie attività in collaborazione con l’Istituto scolastico comprensivo del quartiere di riferimento dando priorità ai temi dell’inclusione, dell’educazione alle differenze, all’ambiente, e alla cittadinanza attiva, e ai linguaggi non verbali soprattutto musica, arti grafiche e scienza. Le ludoteche, che lavorano in rete con il coordinamento dell’Ufficio dei Servizi Educativi del Comune, sono anche i luoghi di animazione della partecipazione dei più piccoli alle decisioni che li/le riguardano. Sono previste tre ludoteche dedicate a temi prevalenti: una alle arti, una alle scienze, una alla musica. Quest’ultima è localizzata negli spazi recuperati di San Zeno, adiacenti al Liceo Musicale”.

D. A breve ci sarà l’apertura di una nuova ludoteca pensata per l’autismo?

R. “Si, l’apertura anche della Ludoteca Autismo in San Rossore è imminente e pensata insiama alla Società della Salute e all’Associazione Autismo, con gli arredi finanziati dai Lions Club Pisa e Certosa. Anche i campi solari hanno registrato un pienone, con un aumento notevole di iscrizioni di bambine e bambini con diversabilità, cui abbiamo assicurato un servizio di sostegno importante, evidentemente intercettando anche qui un bisogno importante”.

D. Quali sono le novità riguardo al trasporto scolastico e alla refezione?

R. “Sul fronte dei servizi di supporto alla scuola, come refezione, traporto scolastico, assistenza specialistica (per tutte le scuole) e sostegno educativo (per quelle comunali nidi e infanzia), abbiamo consolidato la quantità erogata del servizio con alcuni incrementi – anche finanziari – come nella refezione (con economie di gara) e nel sostegno alla disabilità (con risorse di bilancio aggiuntive), e consolidato gli elementi di qualità: con i progetti speciali di carattere educativo e il Km0 nella nuova gara da poco conclusa della refezione, con il prosieguo nel rinnovo del parco scuolabus acquistando mezzi con pedane per studenti disabili, con una nuova prospettiva di collaborazione con il CTS e le Scuole per la disabilità.

D. Che ruolo può avere un Comune a supporto della progettualità di Scuole Statali?

R. Per le Scuole Statali, Comprensivi e Superiori, che peraltro anche su impulso dei sei Comuni di area pisana si sono costituite nella Rete Pisa Scuole (conta 25 Istituti Scolastici), continuiamo a mettere a disposizione risorse importanti in compartecipazione con la Regione Toscana per i Piani Educativi Zonali, complessi di azioni per la personalizzazione dell’intervento educativo e il contrasto alla dispersione scolastica. Nell’ambito di questi Piani, concordati dai sei Comuni dell’Area Pisana nella Conferenza Educativa Zonale che presiedo, offriamo alle Scuole servizi con standard di qualità e di costi: per esempio lo Sportello di ascolto in collegamento con il Consultorio adolescenti, e destinato a studenti, docenti e genitori, la mediazione linguistica e culturale, il coordinamento delle attività didattiche e di ricerca (CRED) con anche un supporto alla progettazione per il recupero di ulteriori finanziamenti esterni, la realizzazione di attività di ricerca e formazione come il metodo Kiva di origine svedese per il contrasto al bullismo e il Copying Power per la didattica inclusiva”.

D. Dalla nostra città partirà a Febbraio un progetto dedicato alla promozione di nuove tecnologie…

R.”Da Pisa sta partendo il primo progetto d’uso dei big data per la scuola, da un’idea del professor Ferragina con capofila il liceo Dini. A Pisa sono attive Associazioni che portano nelle scuole il cosiddetto “coding”, attività di programmazione anche un po’ nerd dico io, ed è il CNR di Pisa a mettere a disposizione dell’italia intera la Ludoteca di Registro.it, una vera chicca e anche un bell’impegno di energie e risorse. A Febbraio ospiteremo gli altri sette Paesi (Irlanda, Finlandia, Svezia, Danimarca, Francia, Portogallo e Spagna) del network europeo Erasmus+ al quale contribuiamo per l’Italia, Digital Schools of Europe, nell’ambito del quale conduciamo analisi delle esperienze di innovazione didattica, le condividiamo, ne progettiamo di nuove. Il meeting di Pisa avrà come filo conduttore l’inclusione, proprio mettendo a disposizione dei partner europei – più avanti di noi per altri aspetti ma non per questo – questa nostra caratteristica e potenzialità di innovazione che viaggia anche attraverso la ricerca che le Istituzioni universitarie cittadine dedicano meritoriamente (e in modo per nulla scontato) a questo settore. Abbiamo molte potenzialità, ma affinché si traducano in realtà occorre percorrere ancora molta strada, nella cultura e nella pratica.

D. Educazione alle Scienze, una delega nuova di zecca per lei. Come sta affrontando questo impegno?

R. “Per quanto mi risulti, ci sono pochi esempi in Italia di questa delega, in effetti rappresenta un messaggio con il quale il Sindaco Filippeschi, ha voluto caratterizzare il Programma di Mandato. L’obiettivo principale in questa consigliatura è la realizzazione della Cittadella Galileiana. Per questo, abbiamo voluto innanzitutto attuare un percorso partecipato per definire gli indirizzi di uso dello spazio della Cittadella, raccogliendo le idee migliori con l’accompagnamento di Sociolab, un soggetto specializzato in partecipazione e nell’ambito di Internet Festival. Il piano di gestione è stato redatto insieme all’Università di Pisa che è partner del progetto, in particolare dalla Professoressa Mariani a seguito di un dettagliato studio di centinaia di esperienze internazionali. Si è consolidata l’idea di un Hub scientifico e tecnologico, una rappresentazione del sistema di innovazione pisano e toscano, che integra insieme le attività di chi fa ricerca di chi fa innovazione applicando i risultati di questa creatività al miglioramento della qualità della vita di singoli e comunità, e di chi innova raccontando al grande pubblico in modo accessibile i risultati di queste ricerche. Sarà questo un anno cruciale, in cui la Regione Toscana deve confermare il finanziamento promesso di 5 milioni di euro e che ci consentirà di portare a compimento questa visione. Nel frattempo la Cittadella funzionerà con le attività culturali del Museo del Calcolo e di Ludoteca scientifica gestite dall’Università, lo spazio imprese entra in funzione in questi giorni con la Fondazione Brodolini che si è aggiudicata il bando, e presto le Manifatture digitali del Cinema – una scuola di effetti speciali e un progetto finanziato per 450 milioni di euro dal Mibact prenderà vita alle ex Stallette con la Fondazione Sistema Toscana . Pisa Città di arte, storia e scienza. ha tutte le carte in regola per diventare un centro di attrazione internazionale per il turismo scientifico, e dovremmo sorprenderci solo del fatto che ancora non lo sia: per favorire questo obiettivo stiamo lavorando con tutte le Istituzioni di alta formazione e ricerca cittadine per formalizzare un accordo di intenti”.

D. Il 2016 si è chiuso in maniera positiva in quanto ad un altra sua delega, quella delle pari opportunità…

R. “La cultura delle differenze è un motore straordinario di sviluppo: una comunità che pratichi questa cultura è consapevole della ricchezza che ogni diversità porta ed è quindi una comunità più abile e intelligente nella soluzione dei problemi. E’ anche una garanzia per i diritti fondamentali, e per l’agire delle persone con umanità e solidarietà. Al contrario, una comunità che ne è priva, spesso si caratterizza per ottusità e disumanità, e trasforma l’identità in rigidi stereotipi e il valore delle differenze in rigide discriminazioni. Per la valorizzazione delle differenze di genere, abbiamo acquisito il protocollo di intesa tra ANCI e Istituto per l’Autodisciplina della Pubblicità al fine di promuovere una cultura non discriminatoria e attenta alle differenze nella comunicazione pubblica, abbiamo introdotto con delibera di Giunta e azioni di formazione l’uso del linguaggio rispettoso del genere all’interno della nostra Amministrazione (e verso l’esterno), abbiamo consolidato e sistematizzato le attività culturali come i cartelloni di eventi intorno al mese di Marzo e al 25 Novembre in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza di genere: è questa la più eloquente tra le manifestazioni di subcultura delle differenze nelle società contemporanee, prede di fondamentalismi d’Oriente e d’Occidente. Di fatto, insieme a Istituzioni e Associazioni cittadine – diverse decine di soggetti complessivamente – abbiamo consolidato l’iniziativa nel corso di tutto l’anno con spazi di riflessione con linguaggi diversi, quelli dei libri, dei seminari, ma anche del cinema e delle arti. E’ partito un nuovo strumento per la valutazione di impatto delle politiche di genere, nella fase pianificazione delle politiche anziché a consuntivo. Si tratta di un sistema di indicatori qualitativi, individuati insieme ad un gruppo di ricerca dell’Università di Pisa specializzato nella valutazione di impatto, che Dirigenti e Funzionari/e del Comune potranno “spuntare” mentre redigono un atto, copiendo così una valutazione sull’impatto di quella decisione, differenziato per genere, allegando la valutazione all’atto stesso al pari di un parere di regolarità tecnica. Lo strumento viene definito insieme a chi lo deve usare, in un percorso di formazione e ricerca interno all’Ente, in modo che sia di facile uso. Il valore di questa idea è soprattutto culturale e diffusiva, poiché sarà utilizzato da ogni Dirigente di ogni settore – non semplicemente delle pari opportunità. Entro Marzo 2017 lo strumento sarà attivo e inizieremo a misurarne l’effettivo impatto. Un’idea del genere può essere estesa a qualunque altro segmento di popolazione: bambine e bambini (si prevede di introdurlo), persone anziane, persone con diversa abilità”.

D. Anche quest’anno non mancheranno gli appuntamenti con la “Memoria”…

R. “In questo settore abbiamo ormai consolidato da tempo programmi di iniziativa che muovono la Città intera, considerato che vi partecipano e contribuiscono circa cinquanta tra Istituzioni e Associazioni. Si tratta del Programma Pisa Non Dimentica, che di fatto occupa tutto l’anno, con cartelloni di iniziativa concentrati intorno a date speciali: Giorno della Memoria (27 Gennaio) e del Ricordo (10 Febbraio), le prime elezioni libere a Pisa (31 Marzo, quando il Sindaco consegna una copia della Costituzione a tutti/e i/le diciottenni), 25 Aprile e 2 Giugno, la Giornata in Memoria delle vittime delle stragi (9 Maggio) e la Memoria delle stragi di Capaci e via d’Amelio, i tanti riferimenti della Resistenza pisana al nazifascimo, disseminati nel corso soprattutto dell’estate, la Memoria dei Bombardamenti del 31 Agosto 1943 che hanno annientato una parte vitale della Città d’arte e di industria, la Liberazione di Pisa il 2 Settembre, e il 5 Settembre per la firma delle leggi razziali in San Rossore nel 1938″. Il 2017 sarà un anno speciale, perché le nostre tre straordinarie Donne militanti della Memoria, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, nostre concittadine onorarie, e Vera Vigevani Jarach, abuela di Plaza de Mayo, incontreranno insieme mille studenti che attendono come sempre con emozione il loro racconto. Ma anche perché è il 25esimo anniversario della strage di Capaci, e per l’occasione stiamo preparando un grande evento di parole e musica insieme con il Comune di Pontedera, la Fondazione Piaggio, l’Università di Pisa e la Scuola Sant’Anna, al quale parteciperanno tra gli altri Pippo Pollina, Giovanni Impastato, il Procuratore della Repubblica di Palermo”.

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