Mario Petrone: “Voglio continuità di prestazioni. I play-off? Conterà la serenità con cui li affronteremo”

PISA – Alla vigilia dell’ultima sfida di campionato contro l’Arezzo ha parlato davanti a microfoni e taccuini mister Mario Petrone.

di Giovanni Manenti

PORTE APERTE AI TIFOSI. “A parte in alcuni momenti in cui ci siamo resi conto che tra i tifosi si possono nascondere alcuni osservatori, cercheremo nel periodo di sosta di aprire ai tifosi le sedute di allenamento”, esordisce il tecnico nerazzurro.

SULLA PARTITA CON L’AREZZO. “Per domani desidero vedere continuità di prestazione e può essere l’occasione per chi ha giocato meno di mettersi in mostra anche se nelle mie valutazioni nello scegliere gli undici titolari non sono abituato a tenere conto delle diffide. In vista dei Playoff, il fatto di avere una settimana in più a disposizione per recuperare giocatori che non sono al massimo della condizione fisica, così come far rifiatare coloro che sono stati più impiegati nel corso della stagione”

SUGLI AVVERSARI. “L’Arezzo è una squadra di valore al netto della penalizzazione, con un attacco importante tanto da essere considerato un test importante in vista dei Playoff, che rappresentano un mini torneo a se per il quale è importante affrontare una gara per volta, pur ammettendo che chi si prepara con una mente più libera rispetto a chi perde un campionato all’ultima giornata potrebbe rivelarsi un vantaggio”.

MANNINI È PRONTO. “Mannini è recuperato, si è allenato bene in settimana e potrebbe essere utilizzato già domani quantomeno a partita in corso, mentre gli altri sono tutti a disposizione.

UOMINI DECISIVI. “Lisi e Masucci potranno essere i giocatori determinanti nella post season, le prospettive in tal senso sono positive poiché i ragazzi sono in ottima condizione, anche se determinante sarà pur sempre la serenità con cui saremo in grado di scendere in campo”.

LE SQUADRE AI PLAY-OFF. “Per ciò che concerne le squadre che dovrebbero essere promosse direttamente, ritengo che le stesse abbiano meritato tale risultato, a dimostrazione dei giocatori che ne compongono i relativi organici, questo vale, oltre che per Padova e Lecce, anche per quella tra Livorno e Siena che dovesse centrare l’obiettivo, partendo dal presupposto che a fine di un torneo di 36 partite chi si trova in testa non può non averlo meritato”.

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