Martedì 7 giugno Al liceo Classico “Galilei” la presentazione del libro di Domiziana Tommasini

PISA – Martedì 7 Giugno alle ore 16 al Liceo Classico “Galilei”, Via Benedetto Croce a Pisa si parlerà del libro di Domiziana Tommasini “Le bambine non fanno pipì in piedi” (Edizioni ETS). Interviene Bruna Ferrari, psicologa. Letture a cura di Lucrezia Benvenuti. Sarà presente l’autrice.

Scrive Bruna Ferrari, Psicologa a porposito dell’opera prima della giovane Tommasini: “Purtroppo l’amore è pieno di pregiudizi e di stereotipi che non lasciano vedere le mille sfaccettature che lo caratterizzano, i centomila modi di amare; Che si parli di persone eterosessuali o omosessuali o trans gender, non c’è amore senza accettazione e senza riconoscimento, non c’è amore senza la possibilità di essere sé stessi, non c’è amore senza autonomia”.

Romanzo di formazione, denuncia sociale, storia tra le possibili storie della vita, Le bambine non fanno pipì in piedi racchiude i concetti di Amore, Morte, Identità, intesa come percezione di sè e senso di appartenenza ad un mondo che non ha accettato di accoglierti così come sei nato, a cominciare proprio da chi ti ha partorito. “Nella carne e nel sangue di ognuno rugge la madre”, scriveva Pavese, e nel suddetto romanzo aleggia perenne l’impronta di una madre che ha appoggiato l’arbitraria scelta medica di risolvere chirurgicamente l’ambiguità genitale del proprio neonato; questa donna non vede -o non vuole vedere- la follia di tale decisione, restando negli anni cieca di fronte all’evidenza dell’errore commesso. Sullo sfondo di un’infanzia negata, la vita del protagonista -oggi raffinato e sensibile traduttore di testi classici messi in scena con la propria compagnia teatrale- scorre sospesa tra il continuo miraggio di una serenità possibile e la potente alienazione che ne permea il quotidiano. Ovunque è Morte, e sibillino il Dubbio serpeggia tra le pagine del racconto: che cosa genera che cosa? Può, un individuo che ha subìto l’abuso del mondo adulto alla nascita, risolversi ad essere a sua volta adulto? Ha forse finito per essere irrimediabilmente scalfito nella propria essenza da un destino di cui non è più l’autore? Possono esistere Amore e Vita quando un vero e proprio atto di morte è stato compiuto, sopprimendo all’origine un’identità a discapito dell’altra? Dove cercare, adesso, la Verità?

“E adesso eccomi di fronte alla mia più profonda essenza, quell’impalpabile concretezza che guida la voce e muove le membra, a domandarle se davvero sia giusto voler attribuire un maschile o femminile al proprio io. È forse necessario? Ma che cosa è necessario?”

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