Martedì al Verdi il concerto-spettacolo “Qual delizioso orrore…. Farinelli evirato cantore”

PISA. Commovente ed emozionante: questo è il concerto-spettacolo Quel delizioso orrore… Farinelli evirato cantore scritto da Guido Barbieri e Sandro Cappelletto. Magistralmente interpretato dal sopranista Angelo Manzotti e dal grande attore teatrale Piero Nuti (sua anche la regia) e suonato da Rita Peiretti al clavicembalo, Margherita Monnet al violoncello, David Sanson alla tromba.
Replicato più e più volte in Italia e all’estero fin dal debutto nell’ormai lontano 1997, Quel delizioso orrore… approda finalmente anche a Pisa, fra i titoli di spicco del ciclo di opere da camera che rappresenta una delle novità della Stagione Lirica di quest’anno: nella Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi, martedì 19 febbraio alle ore 20.30. Con una bella sorpresa: per l’occasione infatti sarà presente uno dei due autori, Sandro Cappelletto, notissimo critico musicale, firma di punta delle trasmissioni musicali di Rai Radio Tre, autore di testi teatrali per molti dei più importanti compositori contemporanei, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, nonché grande esperto di Farinelli. Sarà proprio Sandro Cappelletto a presentare il concerto spettacolo e a salutare gli spettatori alle ore 20 nel Foyer del Teatro. Quel delizioso orrore … racconta una storia tutta italiana. Come annota lo stesso Cappelletto, infatti, «per più di tre secoli, e fino all’inizio del Novecento, del made in Italy più apprezzato facevano parte anche gli evirati cantori. Le voci d’angelo, i sopranisti. Più direttamente: i castrati. L’etica, il rispetto per l’integrità della persona, veniva sacrificato all’estetica, al piacere tutto barocco, sorprendente e innaturale, di ascoltare un canto che in natura non esiste e che si produceva  intervenendo sullo sviluppo sessuale dei bambini  prima della muta della voce. Le corde vocali restavano così agili, sottili, vibratili come quelle di un imberbe, ma venivano messe in azione da polmoni e diaframma sviluppati, possenti come quelli di un adulto. Vengono narrate meraviglie del loro canto e tragedie del loro privato. Un delizioso orrore. Tutto italiano, perché appunto soltanto italiani sono stati “questi disgraziati, campioni del cantare che nell’anima si sente”, come li ricordava Gioachino Rossini, che di loro si era ampiamente servito.» Leggendario fra i castrati fu Carlo Broschi Farinelli (1705-1782) ed è di lui che narra il concerto-spettacolo, giocato su due Farinelli in scena: uno ormai vecchio, rinchiuso nel lusso della villa bolognese dove si è ritirato dopo aver abbandonato la Spagna, ormai fuori carriera, incattivito, orgoglioso, triste, e solo, che trova esclusivo conforto nel rievocare il proprio passato, se stesso giovane. Farinelli vecchio e Farinelli giovane viaggeranno così da Napoli a Roma, da Vienna a Londra e Madrid in un percorso straordinario, struggente e malinconico, di ricordi. A dar vita a Farinelli vecchio è Piero Nuti, che crea un personaggio di grande forza espressiva, fiero della sua grande arte, stizzoso verso i nuovi arrivati, drammatico nel ricordo della sua evirazione. Farinelli giovane è Angelo Manzotti che riesce con la sua voce, meravigliosa e incredibile per estensione colore e agilità, a farci comprendere la magia che incantava il pubblico di fronte al fenomeno dei castrati. I tre musicisti in scena sono anch’essi veri protagonisti dell’evocazione grazie all’esecuzione di celeberrimi brani di Haendel, Giacomelli, Broschi, Hasse, Scarlatti e Mozart che furono veri e propri cavalli di battaglia del leggendario “evirato cantore”. Un appuntamento imperdibile, una vera perla di raffinatezza che incanta. La capienza della sala è limitata. Biglietti in vendita al Botteghino del Teatro (posto unico non numerato 15 euro; prime file riservate agli abbonati del ciclo di Opere da Camera). Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111.

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