Martedì al Verdi omaggio a Verdi e Wagner nel bicentenario della loro nascita

PISA – Ricorre quest’anno, com’è noto, un doppio bicentenario importante per la storia della musica: nel 1813 nascevano infatti  il 22 maggio Richard Wagner e il 10 ottobre Giuseppe Verdi. Se a Giuseppe Verdi il Teatro di Pisa ha dedicato un ampio spazio nella propria Stagione Lirica, mettendo in scena ben tre capolavori come La Traviata, Nabucco e Otello, per celebrare la ricorrenza di entrambi ha scelto un concerto di arie e lieder, una Festa di compleanno per Verdi e Wagner in programma martedì sera (12 marzo ore 20.30) in Sala Titta Ruffo, penultimo appuntamento del ciclo di opere da camera. Tre i protagonisti della serata, tutti e tre legati alla città di Pisa: il soprano Rita Matos Alves, che gli spettatori hanno potuto recentemente applaudire come Contessa d’Almaviva nelle mozartiane Nozze di Figaro; il tenore Stefano La Colla,  fra i protagonisti di questa Stagione dove ha spiccato come Calaf in Turandot, come Alfredo nella Traviata e come Ismaele in Nabucco; il pianista Vincenzo Maxia, pisano, una importante carriera sia come solista che con le più importanti orchestre nazionali e internazionali, carriera a cui da diversi anni affianca anche quella di direttore sia nel repertorio sinfonico che operistico e quella di didatta (fino al 2009 è stato docente del Conservatorio Cherubini di Firenze e tiene corsi di formazione per cantanti e maestri collaboratori di teatro lirico). Vincenzo Maxia, come pianista, dedica fra l’altro una particolare attenzione al repertorio vocale cameristico, e proprio con Rita Matos Alves ha tenuto nella nostra città, nel recente passato, due importanti recital: uno su autori francesi per il Festival estivo “Musica sotto la Torre”, l’altro di autori portoghesi per l’Università di Pisa in omaggio ad Antonio Tabucchi. Per la Festa di compleanno per Verdi e Wagner sono in programma romanze e arie da camera di Verdi alternate ai Wesendonck Lieder di Wagner. È Verdi stesso a chiamare le proprie arie “composizioni da camera” o “romanze”. Scritte perlopiù nel suo periodo giovanile (la maggior parte risalgono al periodo fra il 1838 e il 1850), hanno in sé legami evidenti col melodramma, non tanto per gli spunti tematici quanto piuttosto per le suggestioni che prefigurano già i futuri capolavori; sono estremamente godibili; spaziano da temi amorosi a temi patriottici; alcune echeggiano volutamente temi popolari.  Una produzione ‘da salotto’ che consta di una trentina di brani, di cui martedì sera ne ascolteremo una parte:  alcuni di librettisti celebri, come Temistocle Solera (L’Esule) e Felice Romani (Il Mistero), altri di ispirazione goethiana come Perduta ho la pace e Deh, pietoso, o Addolorata, altri ancora di poeti come l’arcade Jacopo Vivarelli (Non t’accostare all’urna; In solitaria stanza) e il risorgimentale Andrea Maffei (Il tramonto; Ad una stella). Non mancheranno altre romanze assai celebri, come More, Elisa, lo stanco poeta di Tommaso Bianchi,  La seduzione di Luigi Balestra, Il poveretto di Manfredo Maggioni e lo  Stornello “Tu dici che non m’ami”. Prendono il nome dalla poetessa autrice dei versi, Mathilde Wesendonck (che fu forse amante del compositore, sicuramente soggetto e oggetto di una passione burrascosa e sua musa per il Tristan und Isolde) i cinque Wesendock Lieder che Wagner compose tra il 1857 e il 1858 e che, ancora oggi, godono di frequenti esecuzioni: Der Engel (L’angelo), Stehe still! (Rimani in silenzio!), Im Treibhaus (Nella serra), Schmerzen (Dolori), Träume (Sogni). Di carattere tardo romantico, hanno come cifra stilistica la decantazione della passione in idillio e in essi, come ha annotato Sergio Sablich “Wagner riuscì a trasferire emozioni private e a racchiudere in unità frammenti di quel mondo poetico che in quel momento, umanamente e artisticamente, drammaticamente lo pervadeva”. Da annotare che due dei cinque Lieder (Im Treibhaus e Träume) furono indicati da Wagner stesso come “studi preparatori per Tristan und Isolde”, e vennero poi infatti rielaborati nell’opera. La capienza della sala è limitata. Biglietti in vendita al Botteghino del Teatro (posto unico non numerato 15 euro; prime file riservate agli abbonati del ciclo di Opere da Camera). Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111.

By