Martedi sera a Calci il Certosa Festival: lirica in primo piano

CALCI – Fin dalle prime edizioni, Certosa Festival non manca mai d’attenzione verso l’opera lirica, prodotta e pensata con accompagnamento per pianoforte e quindi adatta anche a spazi diversi. Da Trovatore e Tosca di alcuni anni fa all’abbinamento de Il segreto di Susanna di Wolf Ferrari e Il telefono di Menotti della scorsa edizione, passando per i due singolari itinerari nel Rigoletto verdiano (Gilda e Rigoletto) e nel Don Giovanni mozartiano (Don Giovanni: dissoluto, eroe o vittima), il direttore artistico del festival Salvatore Ciulla ha sempre caratterizzato il festival con la produzione di piccoli gioiellini musicali, di cui ha curato in prima persona la regia. Rientra in questa consuetudine anche l’appuntamento di martedì sera (16 luglio ore 21.30). Nel Cortile d’Onore della Certosa di Calci, verrà infatti presentato Gianni Schicchi e … Dante Alighieri. L’abbinamento tra l’atto unico di Giacomo Puccini e Dante è quasi naturale: aprirà la rappresentazione la lettura di parte del XXX Canto dell’Inferno, dove uno dei dannati è appunto Schicchi («Quel folletto è Gianni Schicchi, / e va rabbioso altrui così conciando»). Com’è noto, il XXX Canto vede Dante concludere il viaggio tra le Malebolge; siamo nell’ ottavo cerchio e nella decima  bolgia, quella dove sono dannati i falsificatori: di persona, di moneta e di parola. I falsificatori di persona sono puniti dall’idrofobia e si aggirano per la bolgia dilaniando gli altri dannati. È in questa feroce, fulminea apparizione che Dante vede Gianni Schicchi, colpevole di essersi sostituito nel letto di morte a Buoso Donati e di averne così falsificato il testamento ingannando notaio e testimoni.
Questa parte del XXX Canto introduce così l’ambito dell’ispirazione dell’opera di Giacomo Puccini e ne indica la linea registica. Fu proprio a partire da questo breve episodio del XXX canto dantesco che Giacomo Puccini e il librettista Giovacchino Forzano mossero per dar vita a Gianni Schicchi, terzo atto unico (con Il Tabarro e Suor Angelica) del celebre Trittico pucciniano e quello che riscosse il maggior successo alla prima rappresentazione, al Metropolitan di New York, il 14 dicembre 1918. Perfettamente coerente con gli stilemi del genere buffo (la voce baritonale per il protagonista, la relazione sentimentale tra soprano e tenore ostacolata dalle famiglie, la beffa finale che dà origine allo scioglimento), Gianni Schicchi tratta un tema furfantesco, una situazione da commedia dell’arte, con un taglio assolutamente moderno e insieme fa rivivere magistralmente la Firenze medioevale, grazie anche ai toscanismi, che stimolarono non poco la creatività di Puccini, specie negli ensembles concertati.
Nel cast Carlo Morini (Gianni Schicchi), Roberta Ceccotti (Lauretta), Sandra Mellace (Zita), Claudio Sassetti (Rinuccio), Alessandro Calamai (Simone), Matteo Michi (Gheraldo), Benedetta Corti (Nella), Antonio Marani (Betto di Signa), Jacopo Bianchini (Marco), Sabina Caponi (La Ciesca), Alessandro Ceccarini (Maestro Spinelloccio e Ser Amantio Di Nicolao), Simone Frediani (Guccio), Siesto Mentore (Pinellino), Alessandro Marini (Gherardino), Pierluigi Nieri (Buoso Donati). La lettura dei brani del XXX Canto e la regia sono di Salvatore Ciulla. Al pianoforte Alessandro Cavallini. Lo spettacolo è una produzione Certosa Festival 2013, a cura di Orfeo in scena – cantiere lirico permanente. I biglietti costano 12 euro (ridotto studenti 7 euro), non sono prenotabili e sono acquistabili direttamente alla Certosa di Calci  la sera stessa dello spettacolo, a partire dalle ore 20.30. Una volta esauriti i  posti a sedere, verrà messo in vendita un biglietto di ingresso posti in piedi (costo 7 euro). In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà nel Cinema-Teatro Valgraziosa di Calci. Per informazioni generali:  Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci Tel. 050 938430 Lu-Sa 8.30-19.30; Do 8.30-13.30 ; Ufficio Turistico Comune di Calci Tel. 050 2212970 tutti i giorni 10.00-20.00
 

 

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