Martina Bertuccelli (Baby Birba): “La voglia di ripartire è tanta, malgrado le preoccupazioni del momento”

CALCINAIA – Dopo aver sondato il terreno per ciò che riguarda la situazione delle scuole pubbliche il nostro portale è andato a sondare la realtà di scuole o asili private. A tal proposito Pisanews ha intervistato Martina Bertuccelli, titolare di una Scuola di infanzia Privata /Paritaria con Ludoteca e doposcuola privato. La struttura si chiama “Baby Birba” con sede a Calcinaia in via del Marrucco, 6/D Per dovere di informazione è d’obbligo sottolineare nello specifico che la scuola è privata con l’eccezione dell’asilo nido che è privato/accreditato e della scuola di infanzia che è privata /paritaria. Una realtà importante quindi che accoglie bambini da 3 mesi fino ad 11 anni e che è aperta per 12 ore al giorno per 12 mesi dell’anno.

di Maurizio Ficeli

D. In che modo si svolge l’attività nella vostra struttura?

R. “Noi accogliamo i bambini dai 3 mesi fino all’età della scuola primaria, quindi di 10 e 11 anni. Inoltre siamo aperti tutto l’anno per 12 ore al giorno. A livello di struttura siamo accreditati dall’Unione Valdera ed abbiamo una scuola paritaria dell’infanzia. Quindi la gestione è privata anche se ci appoggiamo ad alcuni enti per dare un supporto alle famiglie“.


D. Quali difficoltà vi sta creando questa situazione particolare? 

R. “In questo momento ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Come struttura privata ci siamo uniti ad altre strutture della zona per avere degli aiuti, però in questo momento siamo soli, le promesse ed i presupposti ci sarebbero però ad oggi non abbiamo ricevuto 1 euro di supporto se non quello della cassa integrazione per le dipendenti, essendo io l’unica titolare di questa scuola“.

D. Come vi siete organizzati per sopperire a questo “blocco forzato” della vostra attività? 

R. “Stiamo attuando una didattica a distanza in modo facoltativo sia per i più grandi che per i piccolissimi, nel senso che pubblichiamo tutto su una piattaforma ed i genitori sono liberi di seguire questa didattica in base ai loro impegni. Negli ultimi giorni però è stata imposta dalla Regione Toscana una didattica a distanza con videochiamate per i più piccoli che frequentano l’asilo nido e questo per poter avere aiuti economici che già ci sarebbero spettati e c’è stata un po’ di rivolta per questo anche perché si può immaginare la difficoltà di mettere un lattante davanti ad un video, ma ci stiamo lavorando. Inoltre nonostante le mie dipendenti siano in cassa integrazione sono obbligate a lavorare ed io a pagarle per avere degli aiuti con soldi già stanziati che avremmo gia dovuto avere. Siamo davvero in grande difficoltà“.


D. In quale modo i genitori dei bambini  sono stati coinvolti in certe problematiche?

 R.”Ai genitori sono state poste delle domande da parte dell’ Unione Valdera per capire le loro esigenze, però questo è stato fatto scavalcando noi e questo mentre le famiglie stesse chiedono aiuto a noi, alle loro” tate” ed alle strutture alle quali si appoggiano. I progetti sono altri perché vengono proposti campi solari estivi con degli animatori, ma i genitori continuano a far pressioni su di noi per avere le “tate” di riferimento anche se non siamo dei “parcheggi”, questo lo abbiamo sottolineato da sempre, ma siamo degli educatori. Noi siamo dispostissimi ad accogliere i bambini con tutte le cautele del caso, però se i rapporti si abbassano dobbiamo avere degli aiuti, ad esempio se il rapporto da 1 a 10 o da 1 a 7 diventa di 1 a 3 con certi numeri devo avere un supporto per poter pagare un’educatrice, mentre invece si ipotizza di aprire a giugno o luglio con gli stessi rapporti senza però degli aiuti, almeno fino a questo momento. La mia voglia di ripartire è tanta, ma la preoccupazione è ancora più grande“.


D. Diamo uno sguardo alla proposta della ministra Azzolina, è d’accordo sulla creazione di più classi ma con un numero minore di alunni? 

R. “Secondo me è una proposta controproducente. Anche io ho una bambina che frequenta la scuola primaria e con l’attuazione di questo progetto gli alunni ne risentiranno sicuramente. Tra l’altro anche i genitori ci chiamano perché vorrebbero appoggiarsi a noi in quanto con un rientro al lavoro vorrebbero che i loro bambini, che sarebbero costretti a stare a casa, potessero venire da noi a frequentare il doposcuola, magari fino dalla mattina, ma a quel punto diventerebbe difficile gestire una cosa del genere anche perché se dall’alto ci dicono di non creare assembramenti e di contro il numero degli alunni aumenta diventa un problema. Detto questo io oggi qualora dovessi riaprire avrei tantissimi iscritti sia per ora che per settembre però a certe condizioni non potrei farlo e non posso neanche fare una selezione fra le famiglie“.


D. Per concludere, cosa si augura in un’ immediato futuro?

R. “Il mio auspicio è quello di poter avere degli aiuti economici per poter sostenere il rapporto numerico che ci possa preservare dai rischi di questo virus. Noi siamo disposti ad attuare tutte le accortezze del caso, ma per poterlo fare abbiamo bisogno di supporti a livello economico“.

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