Matricole nerazzurre: “Mister 90 miliardi: Christian Vieri”

PISA – Campioncini in erba, promesse non mantenute, stelle in decadenza, giocatori impresentabili, in questi 105 anni di storia ne abbiamo viste di cotte e di crude. Ripercorriamo insieme le vicende di chi dopo Pisa si è affermato a livello nazionale ed internazionale e di chi è sparito dai radar del calcio che conta.

di Marco Scialpi

Diciotto presenze e soli due gol per un Christian “Bobo” Vieri che nemmeno ventenne, giunse in nerazzurro nella stagione 1992/93.

Non1969240_10203472042380779_1204244278_nostante fosse ancora giovanissimo, godeva già di ottime credenziali: sei presenze ed una rete  nella massima serie con la maglia del Torino, nella stagione precedente, gli valgono la convocazione nell’Under 21 di Cesare Maldini e la nomea di astro nascente del calcio italiano.

Nel luglio 1992, proprio i granata, lo mandano in Serie B a farsi le ossa, la destinazione scelta è il Pisa, che ormai da una decina di anni fa la spola tra cadetteria e Serie A, e che si presenta ai nastri di partenza del campionato con ambizioni di promozione. La squadra, almeno sulla carta, sembra poter fare bene, in organico ci sono giocatori di spessore come Cristallini, Chamot, Scarafoni ed appunto il giovane Vieri.

Dopo un avvio scoppiettante, però i nerazzurri entrano in un vortice di risultati negativi che porta all’ allontanamento di Mister Montefusco, sostituito da Mauro Viviani, l’ auspicato cambio di rotta non arriva e lo Sporting Club chiude con un anonimo ottavo posto.

Vieri segna solo due reti, entrambe contro l’Hellas Verona, altra delusione di quel campionato. All’Arena permette ad i suoi di pareggiare il vantaggio scaligero di Lamacchi per l’uno a uno finale, mentre al ritorno sblocca dopo cinque minuti il risultato al Bentegodi, a questa segnatura farà seguito quella del compagno di squadra Bosco per il definitivo due a zero.

Il rendimento offerto dal centravanti non è all’altezza delle aspettative, forse colpa dell’età troppo acerba, forse colpa della della situazione non semplice intestina alla squadra ed alla tifoseria, che dopo tanti anni comincia a mostrare i primi segni di disaffezione verso Romeo Anconetani, colpevole di aver costruito un organico non all’altezza.

Nel prosieguo della carriera però il buon Christian dimostra di essere un giocatore vero e comincia a segnare con una regolarità disarmante. Le buone stagioni tra Ravenna, Venezia ed Atalanta gli varranno la chiamata della  Juventus che lo acquisterà proprio dai nerazzurri orobici, per una cifra di sette miliardi di lire nel 1996. Nello stesso periodo sotto la Mole giunge anche Nicola Amoruso, con la speranza di costruire una coppia di bomber per il presente, ma soprattutto per il futuro.

La stagione torinese non è semplice, per via di un rapporto sempre più burrascoso con Marcello Lippi, i due arriveranno addirittura alle mani ad un certo punto. Riuscirà comunque a giocare con una certa continuità, mettendo insieme 23 presenze in campionato e segnando otto gol. Si toglie inoltre la soddisfazione di vincere lo scudetto e la Coppa Intercontinentale nella finale di Tokio decisa da un gol di Del Piero.

A fine anno emigrerà in Spagna, all’Atletico Madrid, dove segnerà ventiquattro gol in ventiquattro partite di Liga. Nel 1998/99 torna subito in Italia con la maglia della Lazio che coltiva ambizioni di scudetto e va a formare un tridente da sogno con Salas e Mancini. Il tricolore sfuggirà per un soffio, ma Vieri offrirà comunque un rendimento molto alto, mettendo a segno dodici gol, nonostante qualche problema fisico di troppo.

Il presidente Moratti, all’alba del nuovo millennio bussa alla porta di Cragnotti  con un offerta shock: Bobo passa all’ Inter per la cifra record di 90 miliardi, 69 cash e 21 in contropartita tecnica, consistente nel cartellino di un altro ex Pisa, Diego Pablo Simeone.

Saranno sei stagioni nelle quali toccherà l’apice nel rendimento, mettendo a segno 103 gol in 144 presenze e giocando al fianco di giocatori straordinari come Baggio, Ronaldo, Recoba e Zamorano.

Nel 2006 rescinde il contratto con i nerazzurri e passa a sorpresa al Milan, senza però grossa fortuna. Spenderà gli ultimi spiccioli di carriera tra Monaco, Fiorentina, Atalanta in due riprese e Sampdoria, anche se l’esperienza con i blucerchiati durerà solo poche settimane, senza nessuna presenza ufficiale.

Con la maglia azzurra ha vinto l’Europeo Under 21 nel 1994 ed ha partecipato a due mondiali: Francia ’98 e Corea-Giappone 2002, oltre che all’Europeo del 2004 di Svezia e Danimarca. Ha esordito con la nazionale maggiore a 23 anni contro la Moldavia nel 1997, mettendo a segno il millesimo gol della storia della squadra italiana. Appesi gli scarpini al chiodo, il bilancio sarà di 49 presenze e di 23 gol, segnando la bellezza di 9 gol nelle due Coppe del Mondo disputate, così come Paolo Rossi e Roberto Baggio.

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