Matteo Mandorlini a Pisanews : “Avrei voluto vivere con la maglia nerazzurra le belle emozioni che sto vivendo a Pordenone”

PISA – Il Pordenone ha tra le sue file due ex nerazzurri. Pisanews grazie alla società friulana ne ha contattato uno, si tratta di Matteo Mandorlini, figlio d’arte, in quanto suo padre Andrea è stato prima giocatore e poi allenatore.

di Maurizio Ficeli

Matteo riveste il ruolo di centrocampista, fisicamente è forte, alto cm.1,80 per 74 kg, ed è nato a Como il 22 ottobre 1988, in quanto suo padre in quel peiodo fu protagonista dello scudetto dei record dell’Inter di Trapattoni e viveva in riva al Lago. Ma lui si sente ravennate purosangue e tutt’ora vive nella città romagnola, e dei romagnoli ha la cordialità e la schiettezza che li contraddistinguono da sempre. Giunse a Pisa lo scorso anno, nel campionato P 2014/15, collezionando 28 presenze con una rete. È da questo campionato al Pordenone, dove sta facendo benissimo: 28 gare disputate e 3 gol realizzati.

Matteo ben ritrovato su Pisanews: dopo aver lasciato Pisa, un giocatore di qualità come te avrà avuto molte richieste di mercato: perché hai scelto Pordenone?

“Perchè a Pordenone, mi ha portato il nostro consulente di mercato Zamuner, che è stato per tanti anni il mio procuratore. Li per lì ero un po’ scettico, in quanto l’anno prima il Pordenone non aveva fatto bene, ma poi la squadra si è rinforzata con giocatori come Pederzoli e Stefani, tanto per citarne alcuni, e tali rinforzi mi hanno convinto, oltre alla programmazione che è stata attuata dalla società, quindi ho accettato di buon grado anche perchè qui posso fare il centrocampista, cosa, che purtroppo non mi è stata premessa a Pisa e questo mi dispiace moltissimo, perchè avrei voluto vivere col Pisa le emozioni che sto vivendo qua a Pordenone”.

Cosa porti dell’esperienza vissuta lo scorso anno all’ombra della Torre Pendente?

“Eravamo una squadra forte, purtroppo è mancato il resto, anche i giocatori avranno avuto le loro colpe, ma son venute meno le diverse componenti e quell’amalgama che fa sì che si diventi squadra, ripeto, peccato, perché avrei voluto vivere li certe emozioni, speriamo capiti in futuro, chissà”.

Sei rimasto in contatto con i compagni dello scorso anno?

“Certamente, sono rimasto in buoni rapporti con quasi tutti, nel Pisa attuale sono rimasti solo Paolo Rozzio ed Andrea Lisuzzo, con i quali mi sento, poi mi sento con altri che militano in altre squadre come Misuraca, Iori e Sini e tutti stanno facendo bene”.

Mentre sul Pisa attuale, che incontrerai domenica prossima all’Arena Anconetani che cosa sai?

“Inutile dire che il Pisa ha un ottimo organico ed è guidato da un allenatore tosto come Gattuso, il quale pretende molto agonismo dalla sua squadra, quindi sarà una gara tosta quella di domenica prossima. Abbiamo il 50 per cento di possibilità sia noi che loro”.

Se tu dovessi dirmi il segreto dei successi di questo Pordenone cosa mi rispondi?

“Il gioco di squadra è la nostra forza, applicando diversi moduli di gioco dal 4-3-3, al 4-3-1-2 oppure 4-3-2-1, che, però possono variare a seconda delle situazioni e degli avversari che si ha di fronte”.

Come si sta vivendo l’attesa di questa gara nella città friulana?

“L’ambiente non è come quello di Pisa, ma un buon numero di tifosi sarà senza dubbio al seguito della squadra, anche se siamo consapevoli che il tifo pisano sarà di gran lunga più numeroso, mentre, per i tifosi che resteranno a Pordenone, sarà allestito in città un maxi schermo che trasmetterà la partita”.

Per concludere, chi potrà avere la meglio in gare piene di tensione come questa dove ci si gioca una bella fetta di stagione?

“Penso che chi avrà più lucidità, potrà avere la meglio, in quanto un singolo episodio potrebbe cambiare il risultato della gara a vantaggio dell’una o dell’altra squadra”.

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