“Medice, cura te ipsum”: la carta di Pisa per l’attestazione delle vaccinazioni

Pisa – Sono ben 7 le società scientifiche che hanno sottoscritto la Carta di Pisa come Consensus vaccinazioni degli operatori sanitari.

La decisione è stata presa in seguito ad un convegno promosso dalla Simpios-Società italiana multidisciplinare per la prevenzione delle infezioni nelle organizzazioni sanitarie ed altri sodalizi scientifici, intitolato: “Medice, cura te ipsum” (fra i cui promotori pisani ci sono i professori Gaetano Privitera, Pier Luigi Lopalco, Alfonso Cristaudo e Rudy Foddis).

La finalità del convegno era quella di creare un codice di comportamento proprio per gli addetti ai lavori, ossia gli operatori sanitari per i quali vaccinarsi ha una triplice valenza di sanità pubblica. Il vaccino serve infatti a proteggere il paziente che accede all’ospedale se in condizioni di maggiore suscettibilità alle infezioni; salvaguardare l’operatore che, per motivi professionali, è maggiormente esposto al contagio; infine, tutela il servizio sanitario che, in situazioni epidemiche, potrebbe fronteggiare una carenza acuta di personale proprio a causa di malattie prevenibili con il vaccino, quali l’influenza.

“Vacciniamoci noi per primi e diamo l’esempio”. Questo il monito emerso dall’assise pisana di esperti e che ha prodotto il documento sottoscritto da medici di famiglia, pediatri, igienisti e medici del lavoro, oltre a 7 società scientifiche (oltre alla Simpios, la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica; la Società italiana di medicina del lavoro e igiene industriale; la Società italiana di medicina tropicale e salute globale; la Società italiana di pediatria; la Federazione italiana medici pediatri e la Federazione italiana medici di medicina generale).

La Carta prevede il riconoscimento del valore della vaccinazione negli operatori sanitari, con la consapevolezza del ruolo cruciale che hanno nel raggiungimento dell’obiettivo di eliminare morbillo e rosolia; e poi l’attuazione di azioni mirate alla formazione, all’incentivazione al vaccino non escludendo forme di obbligo laddove altre azioni mirate al raggiungimento degli obiettivi di copertura non abbiano funzionato.

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