Medici salvano la vita a bambino con appendice perforata in peritonite. La storia a lieto fine di Filippo

PISAFilippo, 7 anni, è stato protagonista di una bellissima pagina di sanità pubblica, scritta da una lunga lista di donne e uomini dell’ospedale Cisanello di Pisa che con un intervento chirurgico in
laparoscopia, eseguito dal Dr. Andrea Bertolucci dell’Unità Operativa di Chirurgia d’urgenza, diretta dal Prof. Massimo Chiarugi hanno salvato la vita al piccolo e coraggioso bambino.

La storia però inizia martedì 15 settembre alle ore 10. Dopo due giorni che il dolore al pancino non passava la mamma Lyudmila, comprensibilmente preoccupata, ha
deciso di portare Filippo al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Cisanello di Pisa.

Un gesto dettato dall’angoscia ma che si è rivelato provvidenziale perché oggi mamma e papà devono la vita del loro bambino all’équipe medica diretta dal Professore Massimo Chiarugi. Quel dolore che accusava il bimbo è stato infatti un primo segnale di una patologia alquanto pericolosa, che se non presa in tempo avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Nei locali del pronto soccorso pediatrico, dove il piccolo è arrivato la mattina (ore 10) del 15 settembre, la situazione clinica è infatti peggiorata, tanto che il Prof. Francesco Massart non ha esitato a contattare i colleghi per un consulto chirurgico. Al bimbo è stata diagnosticata un’appendicite perforata. Da qui la necessità di un intervento d’urgenza che, dopo l’esito del tampone, è avvenuto alle 21 del giorno stesso. Dopo 8 giorni di degenza Filippo viene dimesso ma il 30 settembre, purtroppo, è stato nuovamente ricoverato perché lamentava dei forti dolori addominali tanto che il Prof. Massart, U.O. Pediatria, ha ritenuto di far eseguire dal radiologo Dr. Dario D’Aniello prima una radiografia al torace, poi un’ecografia ed infine una Tac con mezzo
di contrasto dalla quale è emersa la presenza di un versamento peritoneale con la conseguente infiammazione dell’intestino e dell’area sottoposta all’intervento chirurgico.

L’incubo che sembrava finito con la dimissione del 22 settembre torna a turbare Filippo ed i suoi genitori perché
viene prospettato un probabile nuovo intervento chirurgico volto a drenare il pus che si era nuovamente prodotto e che avrebbe potuto causare un’altra peritonite.
In questa seconda degenza i chirurghi hanno optato per una terapia antibiotica, prima di procedere con un nuovo intervento, che ha prodotto un progressivo miglioramento del quadro clinico addominale di Filippo tanto che dopo 5 giorni (4 ottobre ) è stato dimesso in buone condizioni cliniche generali con una specifica cura antibiotica, ma il 6 ottobre Filippo viene nuovamente ricoverato in Chirurgia d’Urgenza per dolori addominali, vomito e diarrea. Stavolta però dovrebbe trattarsi di una gastroenterite così l’infettivologo cambia la terapia antibiotica ma in data odierna (7 ottobre ) , per ulteriori e più specifici accertamenti, viene deciso di trasferirlo all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, con un quadro clinico che comunque è in netto miglioramento.

Una vicenda che si può definire sintomatica dell’alto livello di preparazione del personale dell’ospedale Cisanello
di Pisa dal pronto soccorso pediatrico, alla Unità Operativa di Chirurgia d’Urgenza, all’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione (durante l’intervento chirurgico rappresentata dal Dr. Michele Oligeri coadiuvato da due bravissime e dolci colleghe), all’Unità Operativa Radiodiagnostica di Pronto Soccorso e a tutti gli infermieri ed operatori socio sanitari.

Vogliamo ringraziare – dicono i genitori di Filippo – tutto il personale del Pronto Soccorso Pediatrico e dell’ U.O. di Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Cisanello ed in particolare il Prof. Massimo Chiarugi che ha sempre dimostrato tanta sensibilità ed attenzione al suo piccolo paziente. Abbiamo trovato personale di altissimo livello, non solo dal punto di vista professionale. Tutti ci sono stati vicini, tutti hanno mostrato un’attenzione e una vicinanza non comuni. Dobbiamo dire che ci hanno davvero coccolati. Grazie da parte nostra e di Filippo. Abbiamo deciso di raccontare questa storia perché l’appendicite si manifesta prevalentemente tra i 4 e i 20 anni, mentre risulta meno comune nei bambini al di sotto dei 4 anni di età, e perché quanto più sono piccoli i bambini tanto più facilmente ci si può trovare di fronte ad una appendice già perforata (peritonite), come nel caso di Filippo, a causa soprattutto della difficoltà che hanno i bambini di descrivere con precisione i sintomi. Filippo ad esempio aveva avuto nausea, vomito, diarrea e febbre anche fino a 38,7° che inizialmente hanno fatto pensare al pediatra che si trattasse di una gastroenterite virale oppure al covid-19 (il tampone negativo lo ha poi escluso ), ma dopo le analisi del sangue effettuate al Pronto Soccorso Covid di Pediatria , il Prof. Francesco Massart ha intuito la diagnosi e si è prontamente confrontato con i chirurghi per procedere quanto prima all’operazione al fine di evitare complicazioni che avrebbero potuto mettere a rischio la vita di Filippo.
Invitiamo quindi tutti i genitori a fare molta attenzione perché se l’appendice si rompe o si perfora, il materiale infetto fuoriesce provocando la contaminazione e l’infezione della cavità addominale, alla quale l’organismo risponde con la produzione di pus, causando una peritonite che può essere mortale se non curata immediatament
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