Il mercato europeo: dal 14 al 17 Aprile in Piazza Vittorio Emanuele a Pisa

Pisa – Da venerdì 14 a lunedì 17 Aprile, in piazza Vittorio Emanuele il “Mercato Europeo” organizzato da Confesercenti Toscana Nord in collaborazione con l’Anva nazionale. Domani alle 12.00 il tradizionale taglio del nastro alla presenza dell’assessore al commercio Andrea Ferrante.

Ritorna, per il terzo anno consecutivo, nella nuova collocazione, i sapori e l’artigianato del Vecchio Continente saranno di nuovo protagonisti grazie a 34 banchi in rappresentanza di 15 Paesi (tre anche extraeuropei).

Partner dell’iniziativa sono il Comune e la Provincia.

Il responsabile di Confesercenti Pisa, Simone Romoli spiega: «Ancora una volta puntiamo su iniziative di qualità per promuovere il nostro centro storico, vero centro commerciale naturale della città. Il Mercato Europeo, che abbiamo portato in questi anni anche a Pontedera e Viareggio, ritorna nella nuova collocazione di piazza Vittorio Emanuele, sicuramente ideale per favorire una passeggiata su tutto l’asse commerciale. Chi visita il mercatino – aggiunge Romoli – fa poi due passi, beve un caffè, magari compra un oggetto in un negozio che altrimenti non avrebbe visto. Questa è la nostra strategia che vede impegnato anche il Comune come testimoniano i molti eventi promossi nel centro storico». Continua: «Oltre al tradizionale viaggio nelle culture europee attraverso le loro tipicità commerciali, gastronomiche e artigianali, abbiamo anche un banco di gastronomia messicana, uno guatemalteco e soprattutto il ritorno di un artigiano siriano. In periodo di conflitto per la Siria, abbiamo accolto di nuovo con entusiasmo questo banco che venderà tra l’altro prodotti in legno di olivo della Palestina.

L’appuntamento è da domani a lunedì dalle ore 10.00 alle 22.00: ci saranno gli stand che vanno da Paesi come la Grecia e la Francia, passando per Mitteleuropa, Balcani e Mediterraneo. Ci sarà anche una rappresentanza italiana con dolcetti siciliani, liquirizia artigianale, prodotti pugliesi, della Valle d’Aosta e la nostra trippa.

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