Mercoledì 20 Maggio “Maciste Alpino” al Cinema Arsenale

PISA – Mercoledì 20 maggio alle ore 22.30 l’Arsenale propone una vera e propria rarità: Maciste Alpino di Luigi Maggi con la musica d’improvvisazione live del trio: Ellie Young (violoncello), Nazim Comunale (pianoforte), Alessandro Baris (batteria, elettronica).

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La copia del film è stata eccezionalmente concessa dal Museo del Cinema di Torino e dalla Biennale del Cinema di Venezia. Maciste Alpino è parte integrante della rassegna “I segni della guerra. Al cinema” che l’Arsenale propone in collaborazione con la Fondazione Palazzo Blu. Questo ciclo di film sulla Grande Guerra si inserisce nell’ambito delle iniziative legate alla commemorazione del centenario della Prima Guerra Mondiale e in particolare alla mostra “I segni della guerra. Pisa 1915-1918: una città nel primo conflitto mondiale”, che si tiene a Palazzo Blu dal 28 marzo al 5 luglio 2015. Maciste alpino è probabilmente il miglior film di propaganda bellica prodotto in Italia nel corso della Prima guerra mondiale, un primato guadagnato non solo grazie alla simpatia del suo interprete. Dal punto di vista narrativo l’abilità del racconto nel trattare con efficacia in tono leggero i temi più drammatici è ancora capace di meravigliare: deportazione di civili, vita di trincea, violenza sulle donne; sullo schermo scorre la rappresentazione degli orrori della guerra, ma sempre in funzione apertamente catarchica. Maciste, il mitico personaggio interpretato da Bartolomeo Pagano, aveva fino ad allora interpretato solo due film ma questi erano stati più che sufficienti a conquistare il cuore del pubblico. Se in Cabiria (G. Pastrone, 1914) era uno schiavo africano vissuto all’epoca delle guerra puniche, nel suo primo film da protagonista, Maciste (1915) aveva cambiato epoca, mestiere e colore della pelle per mettere in scena se stesso come attore cinematografico. Tutto poteva cambiare, tranne la sostanza del personaggio: un eroe popolare che mette la sua forza incredibile a servizio dei deboli, degli oppressi, risolvendo le ingiustizie con il sorriso sulle labbra. Sorridere tuttavia, all’epoca dell’uscita del film non era così facile. Dopo un anno di conflitto, per il paese era ormai chiaro che la speranza di una conclusione rapida e vantaggiosa fosse un’illusione. Sul finire del 1916 l’Italia in guerra mobilita il gigante buono più amato dello schermo. Maciste dunque va alla guerra e ci va da par suo: prendendo i nemici a calci nel sedere. Maciste alpino si avvale della supervisione alla regia e della sceneggiatura di Giovanni Pastrone (Cabiria) e del “mago” degli effetti speciali Segundo De Chomón che “trucca” le riprese per rendere ancora più eroiche le imprese dei soldati, usando sovrapposizioni e silhouettes animate

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