Mese della consapevolezza sull’endometriosi, Logge di Banchi si colora di giallo

PISA – In tutto il mondo si celebra a Marzo il mese della consapevolezza sull’endometriosi. Il Comune di Pisa partecipa alla campagna di sensibilizzazione nei confronti di una patologia che colpisce milioni di donne in Italia e nel mondo, illuminando nella sera di sabato 27 marzo le Logge dei Banchi di giallo, colore simbolo associato alla malattia.

L’Amministrazione Comunale di Pisa sposa in pieno la causa della associazione che si batte per diffondere la conoscenza della endometriosi – dichiara l’assessore alle politiche sociali Gianna Gambaccini -. Si tratta di una malattia, molto diffusa fra le donne, che crea conseguenze invalidanti e purtroppo è molto spesso non diagnosticata. Per questo la voce dell’associazione Worldwide EndoMarch necessita di essere il più possibile amplificata anche con piccoli gesti quale l’illuminazione dei monumenti cittadini, per accendere i riflettori su questa patologia e diffondere le informazioni sulla necessità della prevenzione.

La Worldwide EndoMarch, marcia mondiale dedicata all’endometriosi, è una camminata pacifica organizzata ogni anno in oltre 60 capitali del mondo, in cui le donne, indossando una maglietta gialla – colore simbolo associato alla malattia -, sfilano per le strade delle capitali promuovendo la conoscenza della patologia e rivendicando maggiori diritti.” Il Team Italy dell’associazione è composto da donne affette da endometriosi, unite dal grido “L’endometriosi esiste!” e dall’idea che “Insieme si può fare la differenza”. Particolarmente importante è la call to action “Facciamo luce sull’endometriosi” rivolta agli amministratori delle città italiane per promuovere una maggiore informazione e sensibilizzazione rispetto all’endometriosi.

L’endometriosi è una malattia cronica invalidante tipicamente femminile, dalle cause e dalla cura, allo stato attuale, ancora sconosciute. Si stima che le donne affette da endometriosi siano circa una su dieci, oltre 3 milioni in Italia e più di 175 milioni nel mondo. Attualmente, non essendo chiaro il motivo che sta all’origine della malattia, non si conosce una cura specifica, ma resta fondamentale la prevenzione per evitare le conseguenze più invalidanti.

By