Meteore nerazzurre: “Mehdi Foudil: un misto tra Zidane, Vieira e Deschamps”

PISA – Campioncini in erba, promesse non mantenute, stelle in decadenza, giocatori impresentabili, in questi 105 anni di storia ne abbiamo viste di cotte e di crude. Ripercorriamo insieme le vicende di chi dopo Pisa si è affermato a livello nazionale ed internazionale e di chi è sparito dai radar del calcio che conta.

di Marco Scialpi

Trentaquattro minuti, tanto è durata l’avventura del francese, classe 1982, Mehdi Foudil con la maglia del Pisa.

Cresciuto nel quartiere transalpino di Grenoble, si fa conoscere al grande pubblico per le buone prestazioni offerte con la maglia della nobile decaduta Saint Etienne.

Nato come trequartista, progressivamente, nel corso degli anni, arretra la propria posizione, prima come regista del centrocampo e poi addirittura come centrale difensivo. Buone doti tecniche e buon senso del gioco, contrapposti ad una innata lentezza, lo rendono inadatto ai ritmi frenetici della Serie C1 italiana.

L’illusione che possa trattarsi di un acquisto azzeccato arriva nella partita di Coppa Italia di categoria disputata nell’ottobre 2000 contro la Viterbese, dove, schierato con la maglia numero 10, si fa apprezzare per gli ottimi anticipi e le precise intuizioni in fase di impostazione. La squadra di D’Arrigo si imporrà di misura con rete di Bertoncelli.

Il campionato però è altra cosa e l’esperienza di Foudil si ferma ad una onesta mezzora a Lecco da subentrato a Sordo ed a soli cinque minuti all’Arena Garibaldi nel match contro l’Alzano.

Un prospetto interessante mai esploso, godeva di molto credito tra gli addetti ai lavori, si dice che il Pisa per ingaggiarlo dovette addirittura battere la concorrenza dell’Arsenal e di molte altre squadre inglesi. Tornato in patria dopo la fugace esperienza nel nostro paese, non riuscirà più ad andare oltre la terza serie francese.

In una delle prime interviste dopo il suo arrivo sotto la Torre, nel raccontarsi, si definì un giocatore completo, per la fase difensiva molto simile a Vieira ed a Deschamps, per quella offensiva addirittura a Zidane, un potenziale campionissimo insomma.

Le doti mostrate in campo ed in allenamento sono state inversamente proporzionali alla modestia ed alla scioltezza dimostrata davanti ad i microfoni ed alla stampa. Arrivato per emulare le gesta, parole sue, di Dunga e Simeone, ha finito con il perdersi ancora prima di cominciare.

A Pisa, in dialetto stretto si direbbe: “Chi si loda, s’imbroda”

Mehdi Foudil, nell' unica foto reperibile sul web (foto www.calciatori.com)
Mehdi Foudil, nell’ unica foto reperibile sul web (foto www.calciatori.com)
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