Michela Benvenuti (Oasi Marina di Vecchiano): “Aspettiamo notizie, non aumenteremo i prezzi. Il plexiglas nelle spiagge è improponibile”

PISA – Continua la carrellata di interviste per capire quale sarà l’organizzazione degli stabilimenti balneari alla luce del prossimo decreto e alle prossime aperture estive in questo periodo di emergenza sanitaria legata al Covid-19. Pisanews si sposta dal litorale pisano a quello di Marina di Vecchiano, dove abbiamo intervistato Michela Benvenuti, originaria di Pontasserchio nel comune di San Giuliano Terme, che gestisce lo stabilimento balneare “Oasi” per fare il punto della situazione.

di Maurizio Ficeli

D. Come operatori balneari in che modo state affrontando questo periodo di difficoltà? 

R. “Con attesa, vediamo che cosa ci diranno. Riguardo alla nostra situazione, noi siamo a Marina di Vecchiano, dove c’è una spiaggia molto grande in un litorale in cui ci sono solo tre stabilimenti balneari. Stiamo aspettando disposizioni dal comune, dalla Regione e dal Governo, ed essendo in un parco naturale, anche da quella dell’ amministrazione, quindi auspichiamo che tutti questi enti preposti trovino un accordo per dirci cosa dobbiamo fare per poter cominciare ad allestire lo stabilimento“. 


D. Per il momento a livello lavorativo come vi siete organizzati? 

R.”Praticamente da parte dell’amministrazione comunale di Vecchiano, previa autorizzazione della prefettura di Pisa, ci è stato dato solo l’accesso per poter svolgere la manutenzione della struttura, intesa come bar-ristorante e il parcheggio, per poter svolgere opere di ristrutturazione, tinteggiatura e sistemazioni varie, anche se per quanto riguarda lo stabilimento e la spiaggia non c’è ancora niente“.

 
D. Con i vostri clienti siete in contatto? 

R. “Certo, li stiamo curando tutt’ora come abbiamo sempre fatto da anni, informandoli costantemente sulla situazione in corso, anche tramite un sito internet che abbiamo che si chiama Dunadonda Srl dove appunto li teniamo aggiornati anche sui prezzi. Inoltre certi discorsi che vengono fatti sugli stabilimenti balneari che daranno delle stangate non è una cosa assolutamente vera, perché ad esempio noi abbiamo un listino prezzi già mandato alla clientela da gennaio con le lettere informative anche se sull’apertura non ci sono ancora certezze“.


D. Avete avuto supporto a livello locale e governativo? 

R. “Per ora è tutto fermo poi essendo il nostro un settore con bar ristorante e stabilimento balneare non si sa appunto quando potremo riaprire, se agli ultimi di maggio oppure quando ed in quale modo. Ripeto, aspettiamo notizie certe, per ora siamo in stand by“. 


D. A livello di distanziamento fra un ombrellone ed un altro potreste avere dei problemi? 

R. “Assolutamente no, per il distanziamento non ci sono problemi e non ci sono mai stati neanche prima, essendoci appunto solo tre stabilimenti in zona, mentre per quanto riguarda la spiaggia libera non so come verrà gestita dal comune. È sempre tutto da capire bene“. 


D. Mentre invece come viene vista la proposta di istallare in spiaggia dei box di plexiglas? 

R. “Per l’amor del cielo… Quel signore che l’ ha proposta, logicamente, a livello imprenditoriale fa anche bene ad inventarsi cose nuove, però non si rende conto di cosa vuol dire gestire uno stabilimento balneare in estate a 30/40 gradi. Lui avrebbe fatto delle serre ed a quel punto ci sarebbe toccato correre in spiaggia per soccorrere la gente che a quel punto non morirebbe di Covid 19, ma di infarto, poi il riflesso del sole sul mare con la plastica può creare ustioni. A mio avviso e con tutto il rispetto, questo imprenditore non sa niente di spiaggia e di come si gestisce uno stabilimento balneare, al di là poi che la cosa non si potrebbe attuare a causa dei regolamenti imposti a livello di Parco Naturale. Ma poi ci rendiamo conto cosa significa allestire una struttura del genere in spiaggia? Con la prima libecciata ed il mare mosso che viene te la porta sulle dune in pineta. È una cosa assolutamente improponibile”. 

D. Come diretti interessati siete stati coinvolti in questa proposta? 

R. “Assolutamente no, questo imprenditore ha fatto tutto da se anche per farsi pubblicità, essendo la sua una ditta di plexiglas e poi la proposta non regge perché si sta valutando di come eliminare la plastica e si va in direzione opposta? Noi tra l’altro come struttura siamo ecosostenibili ed abbiamo tutto biodegradabile con tanto di autocertificazione, quindi non avrebbe senso mettere il plexiglas perché sarebbe una grossa contraddizione. Quando ho sentito una proposta del genere ci ho fatto una bella risata“. 

D. Per concludere che aiuti vi aspettate dalle istituzioni? 

R. “Bella domanda, penso ci daranno degli aiuti, ma non è di mia competenza valutare in quale modo, per ora viviamo alla giornata cercando di andare avanti come si può, evitando di contrarre questa malattia che è una cosa grossa e noi come operatori, essendo al pubblico, dobbiamo stare più protetti e vi lascio immaginare cosa vuol dire stare con guanti e mascherine con 45 gradi di calore. Ma questo lo facciamo volentieri per proteggere i clienti e tutte le altre persone, anche se sarà difficile lavorare in queste condizioni ma lo faremo perché è giusto per tutti. Dalle istituzioni ci aspettiamo che si mettano una mano sul cuore affinché ci possano aiutare nel miglior modo possibile e questo vale sia nei confronti nostri e sia a livello generale in ogni altro settore dell’Italia intera, che deve assolutamente andare avanti sia a livello sociale che umano“. 

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