Mirko Croci (Multirent Italia): “Situazione incerta e spese non indifferenti. Vogliamo ritornare al lavoro in condizioni di normalità”

PISA – Continua il giro di inchieste da parte del nostro portale sulla situazione che stanno vivendo questo periodo di Covid 19 i vari operatori impegnati in qualsiasi campo della vita imprenditoriale. Stavolta Pisanews è andata a sentire gli umori di coloro che operano in attività di autonoleggio, contattando Mirko Croci titolare di Multirent Italia, importante ditta nella nostra città in via dell’Aeroporto Per dovere di cronaca il nostro interlocutore è anche titolare di un’officina meccanica in via Rosellini zona Media World. 

di Maurizio Ficeli

D. Grazie per la disponibilità, di cosa si occupa la vostra attività?

R. “La nostra è una attività basata sul noleggio di auto, furgoni e minivan che opera al 90% con il turismo ma con i voli dell’Aeroporto che in questo momento sono pari a zero siamo fermi. Inoltre all’interno della nostra ditta abbiamo una parte adibita al noleggio di “macchine da golf” elettriche, quelle che in pratica servono per trasportare le mazze da golf appunto ed a tal proposito ad Ospedaletto abbiamo un magazzino aziendale dove facciamo anche le trasformazioni dei su citati mezzi per adattarli ad una capienza di 4 passeggeri o per il trasporto merci montandoci i cassoni appositi. Purtroppo, ripeto, tutte attività al momento bloccate perché hotel, campeggi, villaggi turistici e spiagge sono chiuse“.

D. Quindi una situazione tutt’altro che rosea, vero?

R.”Direi una situazione drammatica perché se si torna al discorso fatto in precedenza, di 190 macchine che abbiamo come parco auto, adesso ne stanno lavorando circa una trentina“.

D. Come vi siete organizzati per affrontare questo momento di difficoltà?

R. “Stiamo facendo una “attività di attesa” nel senso che purtroppo a livello di turisti stranieri le prenotazioni sono pari a zero e questo considerando il periodo da ora fino ai prossimi tre mesi. Le prenotazioni ricominceranno ad esserci da agosto in giù, però non si sa ancora se saranno quelle confermate oppure quelle che verranno disdette. In sostanza sono prenotazioni che potenzialmente abbiamo ma non sappiamo se saranno confermate, quindi è una situazione di assoluta incertezza“.

D. Riguardo al vostro personale dipendente qual è la situazione?

R. “Abbiamo una parte di dipendenti in cassa integrazione che abbiamo già anticipato a nostre spese. Stiamo lavorando con un organico ridotto nel senso che abbiamo una persona fissa in ufficio ed altri a chiamata qualora ce ne fosse bisogno“.

D. A livello di istituzioni governative vi siete sentiti supportati?

R. “Abbiamo chiesto dei sussidi che al momento però non sono arrivati. Stiamo aspettando ovviamente che lo Stato ci dia la possibilità di attingere a quel famoso prestito di 25.000 euro che ci servirebbe per pagare i canoni di noleggio alle case costruttrici, che tutt’ora comunque non abbiamo mai smesso di pagare. A livello di azienda ci sono arrivati i 600 euro che però abbiamo percepito solo una volta dal momento in cui siamo stati chiusi e dopo quelli non abbiamo visto altro e rimaniamo in attesa di notizie certe“.

D. Ed a livello locale avete avuto qualche aiuto magari sotto forma di sgravi fiscali?

R.”Per ciò che riguarda gli affitti sapevamo che ci sarebbe stata la possibilità di venire a riprenderci il 60% di ciò che abbiamo pagato in contributi ma in questo momento non ci è arrivato niente. Sappiamo che qualche tassa è stata sospesa, ma niente di più“.

D. E riguardo ad una ripresa dei voli aeroportuali avete qualche notizia?

R. “Sappiamo che potrebbero essere incrementati alcuni voli anche se non saprei quanti, perché non ci hanno dato la certezza che dal primo giugno si possa ripartire. Per noi sarebbe importante una ripresa dei voli perché la nostra azienda si basa sul turismo e sull’attività dell’Aeroporto“.

D. Quali sono i vostri auspici nell’ immediato futuro?

R. “Ci attendiamo una ripartenza senza troppi controlli e troppe oppressioni nei nostri confronti. Noi in pratica siamo sempre stati aperti, abbiamo dovuto fare una dichiarazione al Prefetto di Pisa dove specificavamo di non avere avuto casi conclamati né da parte di parenti e dipendenti. Inoltre abbiamo dovuto fare la sanificazione degli ambienti, comprare i macchinari, fare le divisioni con il plexiglas, sostenendo delle spese non indifferenti, speriamo quindi che tutto questo sia sufficiente e che si possa ritornare ad operare in condizioni di normalità“. 

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