Mirko Stefani, capitano del Pordenone: “Abbiamo il dovere di crederci, ma ci serve una gara perfetta”

PISA – Non vi è tempo di esultare per la vittoria nella semifinale di andata, perchè per la truppa di Mister Gattuso, c’è da pensare alla gara di ritorno al “Bottecchia, che non è affatto scontata e ci vorrà determinazione e concentrazione anche per la voglia di riscatto che avranno gli uomini di Mister Tedino. A tal proposito Pisanews ha contattato telefonicamente il capitano della compagine friulana, il difensore Mirko Stefani

di Maurizio Ficeli

Mirko Stefani, trentino di Borgo Valsugana, dove è nato il 25 gennaio 1984 e con una carriera prestigiosa partita dal Milan per poi svilupparsi in squadre importanti come Prato, Parma, Bellaria Igea Marina, Reggiana, Cremonese, Frosinone, Real Vicenza, Messina, per giungere al Pordenone in questo campionato di Lega Pro 2015/2016, nel quale ha disputato 33 gare segnando una rete.

Salve, Mirko e grazie per aver accettato l’invito del nostro portale : se dovessi parlarci di questa stagione del Pordenone, come la definiresti?

“Senza dubbio una stagione più che positiva, è stata una di quelle annate dove si parte con obiettivi ed idee diverse, per poi trovarci a disputare un campionato di alto livello, come è sicuramente questo di Lega Pro. Direi che siamo stati una di quelle squadre che si è ritrovata a competere con realtà più grandi della nostra”.

Mentre a margine della gara di domenica all’Arena, cosa puoi dirci?

“Per noi è stata una giornata sicuramente negativa, dove abbiamo concesso delle occasioni agli avversari, mentre forse avremmo potuto fare le barricate, ma questo di chiuderci non è il nostro modo di giocare, noi siamo abituati al gioco aperto che,del resto è quello che ci ha portato a raggiungere i risultati fatti fino ad ora, mentre il Pisa ha avuto il merito di saper sfruttare le occasioni che ha avuto .Si, diciamo che domenica è venuto fuori poco il tipo di calcio che siamo soliti praticare mentre, di contro il Pisa ha saputo trovare le giuste contromisure”.

Del Pisa di domenica ti ha colpito qualche giocatore in particolare?

“Se devo parlarti di un giocatore, al di là di Varela, che ho ammirato domenica, ti faccio il nome di Mannini, mi ha colpito il modo di come si è messo a servizio della propria squadra, riuscendo tra l’altro, ad oscurare il nostro Pederzoli. Mannini è uno di quei giocatori , che, al di là del valore in campo, fa bene al gruppo in ogni squadra”.

Una parola sulla cornice di pubblico che affollava l’Arena domenica ha un po influito nei vostri confronti?

“Se ti dicessi che non ha influito, sarei un bugiardo, perchè direi che il pubblico pisano è stato sicuramente determinante, in uno stadio nel quale vi era una cornice di pubblico da categoria superiore, inutile dirti che Pisa è uno di quegli ambienti, dove tutti sognano di giocare”.

Dopo la sconfitta per tre a zero dell’andata, ora per passare il turno, dovreste ribaltare il risultato, ci credete?

“Noi abbiamo il dovere di crederci, il calcio ha dei trascorsi che dimostrano che tutto può essere ribaltato, anche se sappiamo che le percentuali a nostro favore sono basse. Ci vorrà la prestazione perfetta, qualche episodio a nostro favore ed un pizzico di fortuna. Noi non partiamo assolutamente battuti, perchè abbiamo il dovere di fare una prestazione degna del cammino che ci ha condotto fino a questa semifinale”.

Nell’altra semifinale fra Lecce e Foggia, i satanelli hanno espugnato lo stadio salentino ed ora c’è la sfida di ritorno allo Zaccheria. Chi vedi avvantaggiato per aggiudicarsi la finale?

“Il Foggia, sicuramente parte con un pizzico di favore, essendosi aggiudicato la gara di andata e questo, forse prevederebbe una ipotetica finale fra Foggia e Pisa, dove sarà difficile fare pronostici, però coltivo la speranza che, alla fine, in finale, ci sia il Pordenone”.

La foto è tratta da tuttoreggiana.com

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