Misericordia, arrivati i licenziamenti. Sindacati infuriati

PISA – Sono arrivate stamani ad alcuni dipendenti della Misericordia di Pisa le prime lettere di licenziamento. La decisione era nota ed è stata presa dai vertici della Confraternita al termine del periodo di mobilità.

Non si sa ancora quanti dei 39 lavoratori in esubero abbiano già ricevuto la missiva. Furiose Cgil, Cisl e Uil che avevano ottenuto per il 29 ottobre un incontro con l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto e speravano in un ‘congelamento’ della procedura di licenziamento almeno fino a quella data.

”Siamo sconcertati – hanno detto i sindacati confederali annunciano una conferenza stampa per domani alle 10.30 – da un epilogo che segna ancora una volta la totale irresponsabilità e insensibilità dei vertici della Misericordia pisana, ma anche di quei soggetti che non hanno fatto nulla affinché tutto questo non avvenisse. Ci aspettavamo almeno di poter affrontare la questione con l’arcivescovo prima che tutto questo fosse già deciso”.

La Misericordia di Pisa è in gravi difficoltà finanziarie, alle prese da due anni con un ‘buco’ di circa 12 milioni di euro e ha sempre respinto la richiesta di sindacati ed enti locali di adottare un contratto di solidarietà difensivo affinché i tagli del personale avessero un impatto sociale più temperato.

IL COMUNICATO DEI COBAS

“Nessun confonto con i sindacati è avvenuto da parte dell’azienda nel merito dei criteri di individuazione del personale da licenziare.

A niente sono valsi i tardivi appelli all’Arcivescovo che è tra i responsabili morali e materiali di qusti licenziamenti visto che in un anno mai ha voluto discutere di un piano di rilancio della Confraternita, per non parlare poi della Misericordia Toscana che ha dato il proprio sostegno ai vertici pisani e alla loro decisione di dismettere servizi cancellando idue terzi degli attuali posti di lavoro.

Sia ben chiaro che ben poco è stato fatto dalle istituzioni locali, non a caso sono assenti le clausole sociali nelle convenzioni del trasporto sociale e sanitario gestite da società della salute e azienda ospedaliera.

Da parte nostra attiveremo gli uffici legali per impugnare i licenziamenti proseguendo nelle iniziative di denuncia alla opinione pubblica di un operato scandaloso”.

Fonte: ANSA

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