Missioni, rinunce e sacrifici, l’incontro con il Comandante Alfa a San Giuliano Terme

SAN GIULIANO TERME – I Bagni di Pisa di San Giuliano Terme hanno ospitato venerdì 30 Giugno il Comandante Alfa, uno dei fondatori del GIS (Gruppo Interventi Speciale).

di Antonio Tognoli

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Lo scopo della serata è stato quello di far conoscere il GIS. A moderare l’incontro il giornalista Michele Bufalino. “Il GIS è un gruppo di ragazzi straordinari, ha esordito il Comandante Alfa, dopo l’abbraccio con il primo cittadino di San Giuliano Terme Sergio di Maio, che hanno scelto una vita particolare e sono pronti a fare dei sacrifici con le loro famiglie per difendere gli italiani. Per entrare a far parte dei GIS bisogna credere in se stessi, la vita è dura ma volere è potere, però chi viene deve essere convinto che sarà una vita piena di sacrifici e rinunce. Sono molto contento perché a questa serata hanno partecipato molti giovani”.

IL LIBRO. Il comandante Alfa parla del suo primo libro “Cuore di Rondine”. L’ultimo invece si intitola “Io vivo nell’ombra”. “Per questo dice – voglio ringraziare l’Arma e il reparto dei Gis, senza di loro non sarei riuscito a far niente e i miei genitori ma una persona sola mi sento di ringraziare tantissimo, mia moglie che mi è sempre stata vicina, ha fatto una vita di rinuncia e di attese. Il primo libro ha veduto novantamila copie il cui ricavato è andato agli orfani dell’Arma dei Carabinieri, ed invece il ricavato di Io vivo nell’ombra andrà ai bambini dell’ospedale di Castelvetran, il mio paese di origine. Al momento siamo già sulle trentamila copie, principalmente lo hanno letto i ragazzi il succo è credere in quello che si fa e non fermarsi neanche nei momenti più difficili proprio come il Gis, quando caschiamo siamo pronti subito a rialzarci”.

SUI GIOVANI. Ogni tanto mi avvicino alle scuole, con i ragazzi ci vuole dialogo, devono capire che noi siamo in mezzo alla gente per aiutarli e la nostra missione è finita bene se non spariamo, il motto è quello di “Non mollare mai”.

OPERAZIONE DE MEGNI. “L’operazione di liberazione di De Megni sembrava la più difficile ed invece si è rivelata più facile del previsto, ma quella che mi ha emozionata di più è stata quella di Cesare Casella”.

L’ANEDDOTO. “Nelle mie missioni non ho mai tolto il passamontagna eccetto in una circostanza quando salvai una bimba di otto anni. Gli dissi sono dei Carabinieri e lei mi rispose “Vi stavo aspettando”. Fu emozionante.

IL SOGNO. “Il mio sogno è quello di creare un centro di addestramento entro la fine dell’anno. I Reparti intermedi addestrati del Gis lavorano benissimo e il loro obiettivo è quello di vigilare su obiettivi sensibili. In Italia per il momento siamo riusciti a fare tutto questo. Per quanto riguarda il terrorismo non negoziabile, istituzioni, esercito, intelligence fino ad adesso non è successo nulla. In Italia è stato fatto di tutto e di più perché nulla potesse succedere fino ad ora”.

IN GUERRA. “Le missioni in Guerra sono diverse perché il nemico non lo vedi e cerca di colpirti sei costretto a fare sacrifici come per esempio mangiare nel blindato, è tutta un altra cosa rispetto alle altre missioni”.

PARLA DI MAIO. “Ventisei anni di servizio nell’Arma sono stati di grande stimolo, ora faccio il Sindaco con onesta e passione e ci metto la faccia tutti i giorni”, ha detto il Sindaco Sergio Di Maio che prosegue: “Sono Orgoglioso di essere un Carabiniere e fiero di essere Sindaco-Carabiniere”.

 

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