Mobilità, innovazione, lavoro e sicurezza: Pisa e la costa al centro della Toscana

PISA – Si è svolta questa mattina a Pisa, nella sala consiliare della Provincia, l’iniziativa promossa dal gruppo del Partito democratico in Regione per illustrare e confrontarsi con le categorie economiche, con l’associazionismo e col sindacato del territorio sul Programma regionale di sviluppo; uno strumento composto da 26 progetti (per i quali è previsto uno stanziamento di 6,4 miliardi di euro) attorno ai quali costruire la strategia dell’azione regionale per i prossimi cinque anni. “Come fatto con la legge di riforma sanitaria e con la Commissione Costa – hanno spiegato Mazzeo, Nardini e Pieroni – prima di procedere all’approvazione del Piano abbiamo voluto discutere e confrontarci con i soggetti che quotidianamente operano nella vita economica e sociale delle nostre comunità con l’obiettivo di raccogliere spunti e proposte. Iniziative e necessità su cui ci impegneremo a trovare risposte attraverso le politiche che la Regione metterà in campo”.

All’iniziativa hanno preso parte amministratori locali, rappresentanti delle categorie economiche, del mondo del sindacato e dell’associazionismo.

Mazzeo, introducendo i temi generali del Piano, ha voluto soffermarsi in maniera prioritaria su alcuni aspetti che stanno anche al centro dell’attività da lui portata avanti come presidente della Commissione Costa: “La città di Pisa e la sua provincia svolgono un ruolo nevralgico per lo sviluppo della costa toscana e dell’intera regione – ha spiegato – ma la sfida del futuro è andare oltre i confini geografici e ragionare di uno sviluppo in termini di area metropolitana che guardi in maniera naturale anche a Livorno e Lucca. Per questo abbiamo chiesto impegni precisi sulla velocizzazione dei collegamenti ferroviari tra Firenze e Pisa e abbiamo ottenuto lo stanziamento delle risorse per la progettazione definitiva della Tangenziale a Nord Est, opera che questo territorio attende da anni”. Parallelamente, Mazzeo ha anche voluto focalizzare l’attenzione sul tema dell’innovazione (“nei prossimi giorni sarà firmato il protocollo d’intesa per l’unificazione dei poli tecnologici – ha annunciato – primo passo per dare davvero vita a quell’Arno Valley che sia cuore pulsante dell’innovazione italiana”) e su quello della sicurezza: “Sappiamo quanto questo tema sia sentito dai cittadini e come consiglio regionale abbiamo voluto dare un segnale concreto destinando i soldi risparmiati in bilancio a progetti pilota da avviare nelle città con situazioni più delicate: uno di questi riguarderà la stazione di Pisa e vogliamo costruirlo attraverso un percorso partecipato con l’amministrazione comunale, i cittadini e le categorie economiche e sociali della città”.

“Il territorio pisano si contraddistingue per capacità di innovare e trasmettere conoscenze tecnologiche dall’ambito della formazione alla produttività. Un processo virtuoso in cui Pisa, con l’Università, la Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale svolge un ruolo chiave – ha dichiarato Nardini – Nel PRS i nostri centri di formazione possono trovare una collocazione primaria nella realizzazione di progetti di ricerca volti a stimolare il sistema sociale ed economico della Toscana. Sul versante dell’occupazione sappiamo bene come la Val di Cecina sia un territorio con molte criticità ma anche con molte potenzialità ed il piano anticrisi della Regione Toscana destinato a quest’area è un intervento su cui da tempo lavoravamo e auspicavamo. Sia questo territorio, che la Valdera e la zona pisana sono teatro di significative vertenze; penso ad esempio all’importante realtà della Piaggio in Valdera e anche a tante altre aziende. Dall’altro lato, il il distretto del Cuoio rappresenta una realtà economica significativa, trainante per la nostra provincia e per l’intera Toscana, che abbiamo però il dovere di non lasciar da sola, anche in virtù dell’importante impegno sul tema del rispetto ambientale. Dobbiamo investire su innovazione incrementando il buon modello formazione-lavoro messo in piedi in quel territorio: penso a PO.TE.CO<http://PO.TE.CO/>, che ho avuto modo di visitare recentemente e all’Itc Cattaneo di San Miniato; un modello virtuoso da esportare. Il PRS ha tra gli obiettivi quello di ridurre le disparità territoriali e contrastare la povertà e l’esclusione sociale creando percorsi di reintegro per i disoccupati e rafforzando la rete di protezione sociale. Una rete che per le nuove generazioni con il progetto Giovanisì può e deve rafforzarsi: in Consiglio regionale ho presentato una mozione proprio per chiedere di consolidare ed incrementare i fondi destinati al sostegno dell’occupazione giovanile e dell’autonomia dei giovani, superando le criticità emerse dopo alcuni anni dalla nascita del progetto. Anche il settore del turismo può guardare ad un futuro sempre più ambizioso: dobbiamo promuovere i nostri borghi, a partire dai più piccoli come quelli in Alta Valdera. Per creare davvero un’offerta turistica diffusa credo si debba pensare a progetti che mettano in rete i territori creando sinergie e valorizzando non solo le grandi città d’arte ma anche le aree interne o limitrofe, e su questo penso ad esempio alla zona del Lungomontepisano”.

“Messa in sicurezza e manutenzione del territorio, oltre a scongiurare il rischio idrogeologico e idraulico, determineranno lo sviluppo economico e il rilancio industriale di questo pezzo di Toscana – ha spiegato Pieroni – La Regione Toscana stanzia 40milioni all’anno su questi capitoli. Il nostro territorio pesantemente colpito e danneggiato sia dall’avversità dei fenomeni atmosferici e da crisi aziendali, per risollevarsi ha bisogno di interventi di messa in sicurezza e di sostegno alle attività produttive, a partire dalla Pmi che sono l’asse portante dalle nostra economia. La Regione Toscana ha avviato investimenti importanti sullo Scolmatore d’Arno (per un totale di oltre 50 milioni) sulle casse di esondazione di Arno, Era ed Egola, e per rafforzare gli argini del fiume Serchio. Anche i litorali devono essere tutelati per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera e per salvaguardare l’ambiente e per stimolare l’economia del turismo e balneare. Curare il territorio significa anche far si che le aree rurali e quelle più periferiche, che sono la gran parte, siano presidiate e vissute. Gli investimenti a sostegno dell’imprenditoria giovanile in agricoltura vanno in questa direzione, ma hanno bisogno di essere integrati con infrastrutture e servizi. Questi aspetti del PRS sono dirimenti per il nostro territorio e devono andare di pari passo con l’attuazione del piano anticrisi e sviluppo per la Val di Cecina. Ma non solo, l’esigenza di rilanciare l’industria necessita di un territorio competitivo sotto il profilo delle infrastrutture materiali e immateriali, tra cui rientrano l’impegno per lo sviluppo della banda ultra larga, la semplificazione amministrativa. Se sapremo coniugare questi aspetti – salvaguardia del territorio, semplificazione, investimenti e innovazione – allora il nostro territorio potrà continuare ad essere protagonista dello sviluppo della Toscana”.

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