Mobilità sostenibile, il Comune di Pisa coinvolge partner privati e datori di lavoro

PISA – Continua il progetto del Comune di Pisa, in collaborazione con gli enti e le istituzioni pisane, per incentivare la mobilità sostenibile. Dopo il partecipato questionario “Mobilitando Pisa”, 6200 le risposte arrivate, nei giorni scorsi sono stai pubblicate due manifestazioni di interesse, scadenza 2 dicembre.

Il primo per partner privati che siano in grado di coprogettare azioni di mobilità sostenibile, il secondo per datori di lavoro che promuovono pratiche per incentivare gli spostamenti sostenibili dei propri dipendenti. Le risposte a questi due bandi saranno utilizzate del Comune di Pisa per presentare al Ministero dell’Ambiente un progetto strutturale di mobilità sostenibile.

Il primo avviso è per la ricerca di partner privati, come start-up, spin-off e aziende innovative, per la coprogettazione di azioni di mobilità sostenibile innovativa. Gli interessati dovranno presentare le proprie proposte di lavoro e azioni finalizzate a incentivare iniziative strutturali di mobilità sostenibile per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro con mezzi di trasporto sostenibili, in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal settore dei trasporti.

Il secondo avviso è rivolto a datori di lavoro che hanno nelle loro finalità il riconoscimento di buoni mobilità a fronte dell’utilizzo di modalità di trasporto sostenibile dei propri dipendenti per gli spostamenti casa scuola e casa lavoro, e che siano dotati di mobility manager nella propria organizzazione. Alcuni esempi: acquisto biciclette, abbonamenti di car sharing, abbonamenti bike sharing, titoli di viaggio sul trasporto pubblico locale, contribuzioni all’abbattimento del costo annuale dell’abbonamento al trasporto pubblico locale, riconoscimento di incentivazioni economiche accessorie allo stipendio, buoni taxi destinati a persone diversamente abili. Se Pisa si aggiudicherà il finanziamento ministeriale, le risorse serviranno a sostenere queste pratiche (40% datore di lavoro, 60% ministero)

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