Molo Roncioni, l’approdo recuperato. Giusti: “Tempi maturi per una gorvernance sulle vie d’acqua”

PISA – Un altro importante tassello si aggiunge alla ricomposizione del mosaico che cerca di far riprendere alla città il suo pieno legame con l’Arno.

Pisa si è sviluppata lungo le sue sponde, ma nel tempo questo legame si è come allentato. In particolare dalla seconda metà del secolo scorso, quando ha perso le sue funzione di via d’acqua, si sono persi i mestieri ad esso legati( barcaioli, renaioli, maestri d’ascia, pescatori di anguille) e sono cambiati i ritmi di vita e di lavoro.

Alla presentazione del nuovo spazio recuperato per la città e fare il punto delle politiche e delle prospettive per l’Arno come volano di sviluppo, hanno partecipato: il presidente CNA provinciale Matteo Giusti, l’assessora all’Urbanistica del Comune di Pisa Ilenia Zambito, l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Pisa Andrea Serfogli, il presidente Navicelli spa Giandomenico Caridi, il consigliere regionale Antonio Mazzeo. A fare gli onori di casa in rappresentanza della società Molo Roncioni, il presidente Associazione ARNO Gustavo Elmi detto “Cecio”

“Per una città come Pisa – è la proposta di Matteo Giusti Presidente di CNA Pisa – recuperarne il legame è importante perché già oggi rappresenta un bacino di lavoro non trascurabile stimabile in circa 40 ditte con circa 200 addetti nel periodo estivo solo con le attività di rimessaggio. Solo sull’Arno ed sui Navicelli i numeri sono ancora più importanti. E proprio le attività più legate al turismo, alla ricettività e saldamente ancorate ad un concetto di qualità e di autenticità, rappresentano la nuova scommessa da vincere per far apprezzare sempre più le molte bellezze di Pisa ai molti visitatori e ospiti che vi transitano. Anche in vista dell’ormai imminente ripristino del circuito Mare, Arno, Navicelli, credo siano maturi i tempi per dare definitiva concretezza alla visione della nautica a Pisa e far partire il percorso verso un nuovo assetto normativo e di governance delle vie d’acque e delle attività che tengono in vita la tradizione marinara ”.

Lo scalo Roncioni (Lung’Arno Mediceo, Pisa) è oggi uno spazio recuperato nel cuore della città, grazie al battello ormeggiato – una novità assoluta per Pisa – da cui prende il nome l’omonima attività che propone cose semplici della tradizione marinara e insieme contadina, del piano pisano. Prodotti del mare e prodotti della terra, insieme. Ma non solo. Vivere l’Arno con relax per bere e degustare una cosa certo, ma anche effettuare mini crociere, fino al mare o verso monte fino a Zambra, con i gozzi da noleggiare anche per poche ore, per scoprire angoli nascosti del fiume, sempre presso il Molo. Oppure frequentare la scuola di vela sul fiume, organizzare presentazioni di libri, con musica soft sempre sul battello. Sulla tavola pesce dei nostri mari portati ogni giorno da un peschereccio della zona. Vini e prodotti tipici forniti in esclusiva dalle aziende del Consorzio Toscana Sapori di CNA (salumi, insaccati, olio, formaggi pane, ed anche carni e altri prodotti di stagione: il tutto rigorosamente locali).

Semplice il menù: pesce fritto o alla piastra con le varianti della classica zuppetta di cozze e vongole e naturalmente il cacciucco (fatto alla pisana, si capisce), salumi e formaggi a rendere più ricca la proposta ed infine i già classici spiedini di frutta e buoni vini locali a completare la rassegna di sapori del territorio. Insomma uno spazio galleggiante per stare in compagnia, mangiare cose buone al fresco dell’Arno, cullati dalle continue brezze e con una incomparabile vista sul punto più ampio dei Lungarni di Tramontana.

“Un saggio ed un preludio ad un’intesa attività, che porterà nuove sorprese – annuncia “Cecio”, portavoce ed anima di molte iniziative legate dall’idea fissa del rapporto da riaprire fra fiume, città e persone – questo progetto, ed anche gli altri, partendo dalla suggestione provocata dalle acque dell’Arno, punta a costruire una maggiore conoscenza delle bellezze della città, non solo da parte dei sempre più numerosi turisti, ma anche da parte degli stessi concittadini pisani”.

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