Mostra delle opere del pittore Serrazza. Mercoledì 24 Maggio presso Palazzo Gambacorti

Pisa – Le opere del pittore Salvatore Sferrazza, saranno esposte durante l’evento “Pitture senza casa”, che si svolgerà mercoledì 24 maggio alle 17.00 presso la Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti. L’iniziativa, organizzata dal Comune di Pisa e dalla Società della Salute della zona Pisana.

I soggetti catturati dal pittore succitati sono figure umane intense, che raccontano la difficoltà di “vivere ai margini”: lo scopo sarà quello di raccontare, attraverso alcune opere dell’artista, le diverse sfumature che possono caratterizzare la vita di chi vive in strada, spesso nell’indifferenza di molti. Dopo l’introduzione del vicesindaco Paolo Ghezzi, interverrà la critica d’arte Erica Romano. In seguito Massimo Ceriale e Alessandro Carta, rispettivamente coordinatore e responsabile delle attività di mediazione di Progetto Homeless e Antonio Minghi, dell’ufficio alta marginalità della Sds pisana parleranno dei temi presenti nell’opera di Sferrazza: invisibilità, solitudine, prospettiva. Le conclusioni saranno affidate all’assessore alle Politiche sociali del Comune di Pisa e presidente della Sds Sandra Capuzzi. Sarà presente l’artista.

I ritratti a loro dedicati vogliono narrare una storia “altra” che li vede protagonisti nella nostra città e nella nostra vita quotidiana.  «Ho pensato di costruire intorno alle belle opere di Salvatore Sferrazza, un’occasione di approfondimento su alcune sfumature che caratterizzano la vita di strada – spiega il vicesindaco Paolo Ghezzi – Un mondo che resta spesso ai margini e da cui si tende a mantenere una certa distanza. Una realtà che per alcuni è scelta di vita e per altri l’unica scelta possibile». «Si tratta di un’occasione importante per porre l’attenzione sulla necessità di fare ancora di più per chi vive in strada – afferma l’assessore alle politiche Sociali del Comune di Pisa e presidente della Sds, Sandra Capuzzi – Il sistema di interventi che abbiamo oggi dà tante risposte, ma non è sufficiente ed è importante lavorare di più sul reinserimento sociale».

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