Multe per chi non usa i Pos: Confesercenti contraria

PISA – “I commercianti, quelli delle attività tradizionali, non hanno alcuna preclusione nei confronti della moneta elettronica e dell’utilizzo dei Pos. Ma i costi attuali sono totalmente fuori mercato per le piccole imprese.

Ecco quindi che prevedere sanzioni per chi non si dota di questo strumento ci sembra una forzatura e una grave limitazione della libertà d’impresa”. Questa la posizione di Confesercenti Toscana Nord, con il suo presidente Alessio Lucarotti, sulle novità introdotte dalla manovra finanziaria per coloro che non accettano il pagamento con la moneta elettronica.

“La sanzione è un intervento di dubbia utilità – insiste -, visto che è il mercato stesso a spingere gli operatori ad accettare carte di credito e bancomat. Proprio per questo, per incentivare davvero l’utilizzo della moneta elettronica occorre renderla più conveniente dei contanti, magari attraverso sgravi fiscali. Siamo favorevoli a politiche mirate ad incrementare l’uso di bancomat e carte di credito, ma le multe, soprattutto se collegate al Codice Penale, sono un’inutile forzatura. Di fatto una criminalizzazione”. E’ Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, a sgombrare il campo dalle teorie che i piccoli commercianti sarebbe contrari ai Pos.

“Come abbiamo ribadito più volte in questi anni, siamo favorevoli ad una maggior diffusione della moneta elettronica, che sarebbe un vantaggio anche per le imprese perché porterebbe ad una riduzione dei rischi legati alla gestione del contante. Un aspetto sentito dagli imprenditori, soprattutto quelli del commercio e dei pubblici esercizi, come dimostrano i 400 nuovi Pos attivati ogni giorno negli ultimi cinque anni. Per parlare della nostra provincia – aggiunge il responsabile -, sono molti i commercianti o gli ambulanti che ci chiamano perche troviamo soluzioni; per questo ci siamo già attivati, ad esempio, per studiare convenzioni ad hoc con gli istituti bancari nostri partner.

Ma per aumentare la disponibilità dei commercianti ad accettare la moneta elettronica è necessario ridurre con certezza il costo delle transazioni: ricordiamo che il taglio delle commissioni interbancarie non riguarda direttamente gli utenti finali, e che si rivelerà un fatto positivo solo se il beneficio si trasmetterà alle imprese e ai consumatori, permettendo una riduzione reale dei costi. Che sono ancora troppo alti – conclude Romoli – soprattutto per i micro-pagamenti, insostenibili per quelle tipologie di piccole imprese che sono caratterizzate da margini molto bassi, quasi completamente assorbiti dalle commissioni di bancomat e carte”.

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