Municipio Beni Comuni, la Mattonaia resta nel piano delle alienazioni

PISA – Vendere o demolire sono le uniche strade proposte dal Partito Democratico, nuovamente respinte le proposte di riutilizzo dell’immobile.

Dopo mesi di rinvii e inversioni dell’ordine del giorno, il consiglio comunale di Pisa ha discusso e votato la proposta di delibera consiliare presentata dal gruppo di Una Città in Comune-PRC per togliere l’immobile conosciuto come La Mattonaia dal piano delle alienazioni e avviare una discussione aperta alla cittadinanza sul riutilizzo dello spazio sito alle spalle della chiesa di San Michele in Borgo. Come Municipio dei Beni Comuni eravamo presenti in consiglio comunale carichi delle “schede referendarie” che nelle ultime settimane abbiamo sottoposto alla città per interrogarla sul destino della Mattonaia. Tutti hanno chiesto che la Mattonaia venisse riutilizzata, ma questo evidentemente per chi amministra la città non ha nessuna rilevanza. Il blocco monolitico del Partito Democratico aveva già espresso parere negativo durante i lavori della quarta commissione, che si è recata all’interno dell’edificio di via Vernagalli affinché tutti i consiglieri potessero prendere visione dello stato di degrado e dell’emergenza sanitaria che i muri pensati dall’architetto Carmassi celano solo in parte alla città.

Al momento del voto la maggioranza tutta non si è espressa diversamente da quanto preannunciato, ma aldilà del risultato scontato ci interessa mettere in luce la miopia e l’arroganza con cui alcuni rappresentanti del PD hanno ripercorso la progettualità dell’amministrazione Filippeschi circa il patrimonio pubblico. L’assessore Serfogli, per scongiurare qualsiasi riutilizzo dell’immobile in questione, ha fatto riferimento a un costo di ristrutturazione e messa in sicurezza che sarebbe impraticabile per il comune, una cifra che però al momento non è possibile trovare in nessuna relazione ufficiale… perché una relazione ufficiale in merito non esiste.

Soltanto di ipotetici costi ha saputo parlare l’assessore al bilancio, come se da parte del gruppo consiliare UCIC-PRC fosse stata presentata una proposta di variazione al bilancio che impegnasse il comune in chissà quale ardito investimento, e le ingenti somme già spese per far fronte alla bomba sanitaria che puntualmente i residenti denunciano, quando vengono ricordate, servono a avallare l’ipotesi della demolizione dell’immobile piuttosto che a avanzare la necessità di un cambio di rotta dal fronte della svendita a tutti i costi. Per il PD pisano sarebbe solo fantasia parlare concretamente di valore sociale e ecologico dell’auto-recupero, mentre la Toscana è la prima regione d’Italia a fissare le Linee guida d’indirizzo per l’auto-costruzione e l’auto-recupero, sottraendo queste attività dall’illegalità in nome del diritto all’abitare, della sostenibilità economica e dei valori di solidarietà e coesione sociale.

Per la consigliera Bongiovanni (PD) la proposta di delibera consiliare sulla Mattonaia e l’illustrazione dell’ingente quantitativo di volumi sfitti di proprietà comunale, ricostruito attraverso il dossier Riutilizziamo Pisa 2.0 del Municipio dei Beni Comuni, rappresenterebbero una provocazione piuttosto che una spinta a sperimentare idee alternative di città e di rigenerazione urbana, idee che hanno trovato spazio in tutta Italia, da Torino a Roma a Bologna: l’anomalia Pisa si caratterizza infatti per l’impermeabilità dell’amministrazione a qualsiasi critica oggettiva sul suo operato, come se fosse ideologico affermare che il comune non sta riuscendo a (s)vendere niente, neanche deprezzando i suoi beni bando dopo bando e asta dopo asta, puntualmente deserti. Dopo questa ennesima chiusura da parte dell’amministrazione, incapace di constatare i suoi stessi fallimenti e refrattaria a qualsiasi forma di coinvolgimento della popolazione circa le sorti dello sviluppo della città, la Mattonaia, così come tantissimi altri edifici destinati a marcire e a svalutarsi, gridano ancor di più vendetta. Il monitoraggio e le azioni dirette di denuncia delle condizioni in cui riversano questi luoghi, potenzialmente produttori di ricchezza sociale, continueranno senza sosta. Rimane forse un’ultima considerazione su questa amministrazione pisana, che se fosse davvero solida non avrebbe sempre il “terrore” di raccogliere una sfida che viene dalla città…

Fonte: Municipio dei Beni Comuni

By