Municipio dei Beni Comuni, “Filo spinato a proteggere il nulla: la vergogna va difesa!

PISA – Un muro di filo spinato tutto intorno all’ex-Colorificio: un muro di filo spinato per difendere la vergogna di una proprietà, la J Colors, che dopo aver licenziato decine di lavoratori, chiuso lo stabilimento, lasciato lo spazio in colpevole abbandono, sgomberato il Municipio dei Beni comuni, ora recinta e blinda l’area per tenere nascosto il degrado in cui è ripiombata.

Ecco cosa succede quando “si era proprio sul punto di riaprire una parziale attività e destinare una parte ad uso sociale”, come l’amministrazione comunale ha cercato di far credere per demonizzare le azioni del Municipio dei Beni comuni.

La verità ha un suo corso e le intenzioni reali si sono mostrate per quelle che sono: recintare, chiudere e avvolgere nel filo spinato. La prima immagine che vedranno i turisti arrivando a Pisa, a ricordare scenari di guerra.

Proviamo una grande rabbia nel vedere tutto ciò. Proviamo rabbia nel pensare a quel laboratorio sociale, culturale e politico che ha animato quello spazio per un anno e che si è voluto cancellare con la forza.

Proprio in questi giorni il comune di Napoli ha approvato una delibera sull’esproprio senza indennizzo di aree abbandonate come l’ex-Colorificio. E se la musica in Italia sta cambiando, a Pisa si è ancora succubi del volere degli interessi privati. Rimane il fatto che il vento del cambiamento arriverà anche in questa città e spazzerà via tutto questo.

Proprio oggi che nell’assembela cittadina per la riapertura del Distretto 42 discutiamo di come riconvertire uno spazio militare ad uso civile, scopriamo che il colorificio che per un anno abbiamo riconsegnato alla sua funzione sociale è stato militarizzato.

Non serviranno muri, non saranno sufficienti fili spinati: siamo sempre un fiume in piena.

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