Municipio dei Beni Comuni: “L’Europa ha pronunciato parole chiare. Ora si intervenga”

PISA – “L’occupazione e il riuso dell’ex Colorificio Liberato è stato un atto di cittadinanza”, queste le parole pronunciate da Gilda Farell (Chef de division, Recherche et Anticipation de la Cohésion Sociale, Consiglio d’Europa) a margine di “Responding Together”, conferenza promossa dal Consiglio d’Europa che ha raccolto al suo interno il meglio delle iniziative dei cittadini europei volte alla riduzione della povertà, delle diseguaglianze e dello spreco di risorse umane e materiali.

Una formula breve, incisiva, che ha saputo esprimere in una sintesi tecnica quella che è stata, ed è ancora, la percezione dell’Europa nei confronti dell’esperienza dell’ex Colorificio Liberato di Pisa. “Un pronunciamento forte – affermano dal Municipio dei Beni Comuni – che, oltre ariempirci di speranza per il futuro, indica una via chiara da percorrere perché una simile linea guida non resti lettera morta. Una sintesi tecnica, appunto, che – ancora secondo il mandato emerso dalla conferenza europea dei giorni scorsi – dovrebbe ora riempirsi di significato politico”.

“Non vorremmo – spiegano dal Municipio dei Beni Comuni – che quanto emerso da Strasburgo rimanesse solo un attestato ‘di stima’ da parte di una componente avanzata del Consiglio d’Europa. Noi non crediamo che le dichiarazioni, anche se autorevolissime come quelle narrate nei giorni scorsi, possano da sole risolvere lo stato di sospensione in cui si trova oggi l’esperienza tutta dell’ex colorificio Liberato. Sono, al contrario, il punto di partenza – un punto di partenza solido e con un profilo chiaro – perché la concertazione tra le parti in gioco abbia inizio nel segno di una consapevolezza reciproca”.

“A questo punto – insistono dal Municipio dei Beni comuni – non è più tempo il tempo dell’attesa, né della ricerca di posizionamenti chiusi al dialogo invocando uno stato di allerta che non esiste. Le realtà europee che abbiamo incontrato a Strasburgo – altro elemento fondamentale – conoscevano benissimo il nostro percorso e i nostri intenti per il futuro, e hanno visto in essi parti significative della loro stessa esperienza, esprimendo così un’identità di fondo con le pratiche che noi abbiamo condotto, alla luce del sole, fino a oggi”.

Il secondo braccio del discorso emerso dalle giornate europee, lo ricordano dal Municipio, è “la presa di posizione congiunta espressa dal workshop presieduto dai rappresentanti del Municipio dei Beni Comuni, posizione accolta nell’assemblea plenaria che ha concluso i lavori della conferenza stessa,nella quale si chiede apertamente che le amministrazioni locali si facciano promotrici di una salvaguardia di esperienze come la nostra, anche se fiorite ai margini della legalità”.

“Quello che chiediamo al sindaco e all’amministrazione – concludono dal Municipio dei Beni Comuni – non è certo snaturare la propria funzione, né esercitare strappi istituzionali, né tanto meno favorire la nostra esperienza a fronte di altre. Noi chiediamo invece un intervento ispirato proprio a quella salvaguardia espressa dal Consiglio d’Europa, e che già in altri paesi europei appare all’ordine del giorno, un’azione che possa finalmente interrompere una fase paludosa che danneggia, in prima battuta, le centinaia di cittadine e cittadini che nell’ex Colorificio Liberato si sono riflessi a vario titolo. Un ‘azione che miri a salvaguardare esperienze le più diverse, ammettendo l’ineluttabile verità che vive nella ricchezza espressa dalla molteplicità. Un’azione condotta verso una risoluzione della condizione attuale, significherebbe esprimere un atto di salvaguardia prima di tutto dei cittadini stessi, della loro azione civile, della loro volontà di partecipazione”.

Infine, anche la grande manifestazione nazionale del 16 novembre – ricordano dal Municipio – è rientrata nella relazione pronunciata a Strasburgo. “Un annuncio che noi abbiamo fatto apertamente, condividendolo con i nostri ospiti e con i funzionari presenti alle due giornate. La sorpresa, in verità, è stata quella di cogliere un atteggiamento di ‘normalità’ da parte di tutti. Come a dire, l’ex Colorificio Liberato deve continuare a esistere, coerentemente ai lavori – e alle conclusioni – di cui ‘Responding Together’ è stato contenitore”.

Fonte: Municipio dei Beni Comuni

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