Municipio dei Beni Comuni occupa l’ex Colorificio Toscano

PISA – Il Municipio dei Beni comuni dalle prime ore di questa mattina ha fatto il suo ingresso in via Montelungo, nei locali dell’ex Colorificio Toscano.

Come già annunciato durante il corteo di sabato scorso, quando il Municipio ha indicato lo spazio del colorificio quale “futura sede delle proprie attività”, in più di un centinaio hanno “riaperto” i 12 ettari di spazi abbandonati.

“Il Municipio dei Beni Comuni – si legge nel comunicato inviato alla stampa subito dopo l’ingresso – ha restituito alla città, rivendicando in tutti questi giorni la dimensione pubblica del proprio gesto, un immobile di proprietà di una multinazionale da anni abbandonato”.

“Un dono – si legge – che Pisa fa a se stessa, uno spazio sociale liberato e restituito alla città come Bene Comune, perché possa tornare alla determinazione e alla cura della collettività”.

Un percorso quello del Municipio, che “affonda le sue radici in una crisi sempre più dura, in cui le recenti ricette del Governo Monti aggravano condizioni e aspettative di vita di milioni di cittadini, lavoratori, disoccupati, studenti, migranti, pensionati”.

Proprio a partire da questo, “decine di associazioni e centinaia di cittadini pisani hanno scelto di lavorare assieme in un nuovo spazio e sfidare – tramite la sinergia tra le loro attività sociali, politiche, culturali, ambientali e sportive – la crisi e il vuoto della politica. E’ un’azione costruttiva che ripudia gli inaccettabili privilegi del potere, la speculazione sul territorio di pochi affaristi, la violenza divoratrice del capitalismo finanziario di banche e multinazionali”.

Perché dunque la scelta del Colorificio Toscano? Perché – spiegano dal Municipio dei Beni Comuni – è “uno dei simboli della storia industriale della città, oggi in stato di totale abbandono dopo la chiusura nel 2008 decisa dall’attuale proprietà, il gruppo J Colors. Con il licenziamento degli ultimi addetti, la multinazionale ha sancito la fine di un’esperienza che a Pisa, per quasi cento anni, ha significato una produzione d’avanguardia e lavoro per molte persone. Là dove c’era la vita, oggi regna il silenzio di un luogo che sembrava ormai attendere incerto il futuro, o la solita variante urbanistica che permettesse di riversare altro cemento per costruire case alle porte di Piazza dei Miracoli”.

“Recuperare, riutilizzare e riqualificare – si legge in conclusione – gli immobili già esistenti, sottrarli alle speculazioni, evitare nuovo e indiscriminato consumo di suolo e da oggi provare a ridare un futuro a un sito produttivo dissanguato da una multinazionale: sono solo alcuni dei motivi che hanno condotto il Municipio dei Beni Comuni a riaprire il Colorificio Toscano, riaffermando il diritto di tutte e di tutti a incidere con la propria partecipazione sui processi reali. Qui troveranno spazio ora attività che generano benessere, ricchezza di relazioni, economie solidali, divertimento e solidarietà, a costo zero. Un gesto creativo contro la crisi, un atto di fiducia verso il futuro”.  In occasione della “riapertura” dell’ex Colorificio Toscano il Municipio dei Beni Comuni ha indetto un’assemblea pubblica presso lo spazio di via Montelungo 7 alle ore 17.

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