Mutualità: oltre la tutela del lavoratore un’opportunità per costruire con le istituzioni e la comunità un nuovo welfare

Stamani a Firenze il convegno dedicato al welfare mutualistico. BCC e di Cassa Mutua Toscana BCC, sul ruolo del welfare aziendale
In Toscana ci sono 33.000 persone in ambito Confcooperative che si affidano a coperture mutualistiche

FIRENZE – 7 settembre 2016 – Costruire un welfare più sostenibile, pensando al contributo possibile della mutualità cooperativa, integrare il pilastro pubblico e mutualistico per realizzare un sistema capace di rispondere alle esigenze dei lavoratori e della comunità. Questi i temi trattati oggi a Firenze, al Fuligno, in occasione del workshop promosso da Confcooperative Toscana dal titolo “Nuovo welfare: il pilastro mutualistico”.

“Temi strategici per il Paese ma anche per un’organizzazione come Confcooperative che ha avviato dal 2014 un progetto mutualistico nazionale con la creazione della Mutua ‘Cooperazione Salute’ – ha dichiarato Claudia Fiaschi, Presidente di Confcooperative Toscana -. Siamo infatti convinti – ha continuato Fiaschi – che sia precisa responsabilità di un’Associazione di rappresentanza cooperativa moderna mettere in campo tutti i propri strumenti per contribuire ad innovare il welfare integrando il sistema sanitario pubblico e sviluppando un sistema di welfare aziendale che crei risposte concrete ai crescenti bisogni delle comunità e dei lavoratori in materia di assistenza sanitaria integrativa e conciliazione vita/lavoro.”

In Toscana ci sono 33.000 persone in ambito Confcooperative che si affidano a coperture mutualistiche (15.000 con copertura volontaria e 8000 obbligatoria delle BCC e 9000 con copertura contrattuale delle cooperative sociali e di lavoro).

“Anche il sistema del Credito Cooperativo – ha affermato Matteo Spanò, Presidente della Federazione Toscana BCC -, d’intesa con Confcooperative, è in prima linea con le proprie Mutue e con il Comipa, per sviluppare un pilastro di welfare cooperativo, sul versante delle coperture volontarie, integrativo del SSR in grado di finalizzare al meglio le risorse già impiegate nella spesa privata.”

La stessa Regione Toscana, con il riassetto della sanità regionale, sta ponendo l’attenzione sul tema con il proposito di affiancare al servizio sanitario regionale un pilastro di welfare mutualistico con l’obiettivo di aggregare le risorse “disperse” nella spesa privata; organizzare la domanda di prestazioni sanitarie e sociosanitarie; mutualizzare i rischi che portano a fenomeni di rinuncia, soprattutto per le fasce sociali meno abbienti; valorizzare il potenziale insito nelle diverse forme di auto organizzazione, mutualità e solidarietà espressione del territorio toscano.

Alla presenza dell’Assessore alla Salute e Politiche Sociali della Regione Toscana, Stefania Saccardi, dopo un inquadramento su mutue, assicurazioni, previdenza e sanità integrativa e sulle prospettive per un nuovo welfare, si è provveduto a tracciare un panorama nazionale e internazionale; a seguire focus sul progetto mutualistico di Confcooperative, sulle mutue di comunità e sui Fondi sanitari “chiusi” nell’esperienza delle BCC e di Cassa Mutua Toscana BCC, sul ruolo del welfare aziendale.

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