Nanosensori la cura di ferite cutanee croniche grazie a ricercatori pisani

PISA – C’é anche l’Università di Pisa tra i dieci partner europei che partecipano al Swan-iCare, un progetto di ricerca europeo che mira a sviluppare un sistema integrato di nanosensori per il monitoraggio e la gestione delle ferite cutanee croniche e finanziato dall’Ue con oltre 6 milioni di euro. “Cuore del progetto – spiega Marco Romanelli, ricercatore del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’ateneo pisano – è lo sviluppo di sensori basati su nanocompositi che saranno introdotti nelle medicazioni o nei dispositivi a pressione negativa utilizzati per la cura di ferite come le ulcere venose degli arti inferiori e le ulcere del piede diabetico”. “Il medico – aggiunge Fabio Di Francesco, ricercatore del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale – potrà seguire a distanza e in tempo reale le condizioni del paziente, valutando parametri chimici, fisici e cutanei e potendo intervenire nel percorso preventivo e terapeutico in momenti ben precisi”. La ricerca abbraccia discipline che vanno dalla chimica (analitica, scienza dei materiali), all’elettronica, all’informatica e alla medicina (dermatologia, chirurgia vascolare, diabetologia) e per la formazione assistita dal computer è stata avviata una collaborazione con il Centro di eccellenza EndoCas dell’Università di Pisa e la costituenda Fondazione Tech Care con il coordinamento del professor Franco Mosca.

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