Nap e Fratelli d’Italia spingono per la cedolare secca alle locazioni non ad uso abitativo

PISA – Presentata giovedì 4 ottobre agli organi di Informazione, da parte del Gruppo Consiliare Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia, la mozione relativa all’applicazione del regime fiscale della cedolare secca alle locazioni ad uso diverso dall’abitativo e che è stata approvata all’unanimità nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 2 ottobre.

di Giovanni Manenti 

Tale mozione intende favorire, da un lato la ripresa delle attività commerciali che, anche a causa della crisi generale, hanno visto la proliferazione di cessazione di attività e, dall’altro, fornire un contributo alla lotta al degrado cittadino che esercizi ed attività chiuse ed in disuso possono comportare.

“Presentiamo il nostro primo atto da quando siamo parte della maggioranza ed ha dei risvolti a livello non solo locale ma anche nazionale – afferma Maurizio Nerini – una mozione che ha visto l’approvazione all’unanimità nel corso dello scorso Consiglio Comunale sia dalle forze di maggioranza che dai Consiglieri del Pd, con l’astensione del M5S e di Auletta. Adesso l’iter sarà quello di rendere partecipe l’ANCI regionale della mozione approvata dal Consiglio Comunale e quindi consegnare direttamente a nostri rappresentanti di Governo detta iniziativa affinché la stessa venga sottoposta all’esecutivo parlamentare”.

“Ci auguriamo che gli effetti della nostra mozione possa essere accolta dalla Legge di Bilancio allo studio in Parlamento – afferma convinta Giulia Gambini – ma che nella nostra città sta assumendo un elevato livello di criticità come testimoniano le numerose chiusure di attività commerciali con evidenti ripercussioni sulle condizioni di singoli nuclei familiari così come sull’economia in generale. Pertanto la nostra richiesta di applicazione della cedolare secca sugli affitti anche agli immobili ad uso commerciale come già approvato per le gli immobili ad uso abitativo. Ciò comporterebbe una riduzione delle imposte a carico dei proprietari, che potrebbero pertanto ridurre i canoni locatizi e consentire ai conduttori di avere un minor costo mensile nel loro bilancio di gestione, così da ridurre il più possibile la chiusura degli esercizi che si sta espandendo a macchia d’olio nella nostra città e dare un impulso alla ripresa delle attività commerciali”.

“Da un nostro studio negli ultimi 10 anni hanno cessato l’attività a livello nazionale ben 650mila ditte afferma Simone Romoli di Confesercenti – che hanno rappresentato il 25% del totale a livello nazionale, e questa nuova proposta di applicazione della cedolare secca, oltre ad un canone concordato, potrebbe consentire la riapertura di una quota di 200mila delle stesse, anche in un’ottica di riduzione del degrado che negozi ed attività chiuse possono comportare”.

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