Nasce a Pisa il “Blind brain consortium”: coordinerà le ricerche per arrivare ad un atlante dello sviluppo del cervello in assenza della vista

PISA – Nasce dal convegno internazionale “The Blind Brain Workshop” – che l’Unità operativa di Psicoloia clinica dell’Aoup diretta dal Prof. Pietro Pietrini aveva organizzato il mese scorso a Pisa – il “Blind Brain Consortium”, un gruppo internazionale con sede nell’ateneo pisano, che raggrupperà gli studiosi del cervello del cieco da ogni parte del mondo con lo scopo di mettere a punto protocolli di ricerca condivisi. “Recenti ricerche in individui nati privi della vista – spiega il Prof. Pietrini, che guiderà il consorzio – hanno permesso di dimostrare che gran parte della meravigliosa architettura morfologica e funzionale del cervello si sviluppa indipendentemente dall’esperienza visiva. In altre parole, il nostro cervello è in qualche modo programmato, a prescindere dagli input sensoriali che riceve, sebbene questi siano importanti nel determinare l’organizzazione di specifiche aree della corteccia cerebrale”. “Per molto tempo – aggiunge il Dr. Emiliano Ricciardi, ricercatore del laboratorio del Prof. Pietrini e responsabile del coordinamento del consorzio – la ricerca si è concentrata sui fenomeni di riorganizzazione plastica, che certamente si verificano a seguito della mancanza o della perdita della vista, ma questa è solo una parte della storia. L’altra, ancor più affascinante, è che il cervello per molti aspetti fondamentali si sviluppa proprio come nel vedente”. Queste scoperte aprono importanti prospettive non solo nella comprensione di come funziona il cervello umano in condizioni di deprivazione sensoriale ma più in generale sui meccanismi che guidano lo sviluppo del cervello. I risultati di questi studi hanno rilevanti implicazioni anche nella messa a punto di nuovi approcci educativi per i non vedenti. Fino ad oggi i diversi centri di ricerca nel mondo hanno operato in maniera indipendente. L’adozione di protocolli di ricerca condivisi e coordinati permetterà di studiare grandi numeri di soggetti con cecità congenita o che hanno perso la vista a diverse età, superando i limiti emersi proprio al convegno dello scorso ottobre. “Intendiamo arrivare alla realizzazione di un vero e proprio atlante dello sviluppo morfo-funzionale del cervello in assenza della vista”, conclude Pietrini. Al Consorzio, che ha ricevuto l’adesione e il sostegno dei rappresentanti locali e nazionali dell’Uic-Unione italiana ciechi e dell’Univoc-Unione nazionale italiana volontari pro-ciechi, partecipano scienziati dai più prestigiosi centri di ricerca di Europa, Stati Uniti, Canada e Asia, compresa l’Università di Harvard e l’Accademia cinese delle scienze.

 

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