Nasce l’Associazione Regionale Cacciatori Toscani ARCT. Abolita l’Arci Caccia

Toscana – Di seguito le motivazioni dell’abbandono dall’Arci Caccia e la costituzione del seguente gruppo.

“Abbiamo lasciato l’Arci Caccia. Siamo in tanti in Toscana ad averlo fatto e tanti altri si apprestano a farlo. Una scelta sofferta ma consapevole. Non c’erano più le condizioni per proseguire. Vuoi per la deriva rispetto ai valori e alla missione costitutiva dell’Associazione vuoi perché l’agibilità democratica non è stata più garantita in virtù di scelte unilaterali e prevaricatrici assunte dalla presidenza nazionale. Usciamo dall’Arci Caccia, avendo tentato fino all’ultimo di evitarlo, portando con noi il patrimonio di idee e di progetti  che hanno visto protagonista l’associazione per moltissimi anni con politiche di frontiera e di responsabilità orientate a rispondere agli interessi generali, all’affermazione della valorizzazione del ruolo dei cacciatori nella tutela del patrimonio faunistico e nella gestione del territorio, alla costruzione di alleanze solide con gli interlocutori sociali ed imprenditoriali, al raggiungimento dell’obiettivo di una coerente unità del mondo venatorio. Con questi intendimenti abbiamo lavorato in Toscana ed insieme alle altre organizzazioni abbiamo dato vita alla CCT (Confederazione dei Cacciatori Toscani) definendo i tratti e le prospettive di una unità vera negli atteggiamenti e concreta nelle scelte financo a pensarla quale casa comune per tutti i cacciatori. Nazionalmente, di contro, si sono preferite strade unitarie che ostentano le diversità e la salvaguardia dei gruppi dirigenti. Per questo hanno tentato di affossare la CCT che rappresenta un elemento di discontinuità che può aprire una fase diversa per tutta la caccia italiana.

Siamo usciti perché vogliamo assumerci la responsabilità di non disperdere il lavoro fin qui fatto e perché intendiamo rispettare la fiducia che in questi anni ci è stata data direttamente dai cacciatori, non dalle segrete stanze, e perché siamo consapevoli che la caccia è ad un bivio storico. Vogliamo andare dalla parte giusta, quella che ci consente di promuoverla come attività millenaria, culturale, ludica e non assistere lentamente e passivamente alla sua fine ingloriosa.

Andiamo via avendo lasciato, dove avevamo responsabilità esecutive, un patrimonio immobiliare e i conti a posto. Non abbiamo chiesto nulla. Con noi portiamo la forza delle idee e una valigia piena di una bella storia. A loro rimarrà un logo svuotato di significato e ce ne dispiace. Per questo abbiamo deciso di dare vita ad una associazione, l’ARCT (l’associazione regionale dei cacciatori toscani) che, potendo contare su un volontariato diffuso, inizierà subito a raccogliere adesioni a fronte, anche, di una forte rete organizzativa e di validi servizi assicurativi. L’ARCT nasce per proseguire e rafforzare il lavoro della CCT (Confederazione dei Cacciatori Toscani): non l’ennesima nuova associazione ma uno strumento associativo utile alla causa dell’Unità e necessario per far vivere la cultura dell’Arci Caccia. È con passione che lo si farà perché in tutti noi c’è l’orgoglio di essere cacciatori che mai hanno staccato il filo della storia. A coloro che sul territorio decideranno di rimanere nell’Arci Caccia stringeremo la mano e chiederemo di valutare fin dai prossimi mesi il nostro operato. Vedranno le differenze e capiranno perché, a dispetto di chi ci ha spinto ad una scelta così drastica, noi continueremo a considerali amici e non avversari da accompagnare alla porta. Per noi la caccia continuerà ad essere alla maniera del maestro Mario Rigoni Stern: libertà, sole, spazi, tempeste”.

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