Ncd sulla giunta Filippeschi: “Giunta e sindaco carenti in numerose vicende”

PISA – Il Nuovo centro Destra pisano, interviene sul tema della giunta Filippeschi nell’occhio del ciclone dopo le dimissioni di Danti. “Leggiamo sui quotidiani che alcuni intellettuali ed esponenti della “società civile” hanno sottoscritto un appello affinché la Giunta non cada e non si vada a elezioni anticipate. latrofa_ncd_Con tutto il rispetto per queste persone, che avranno le loro buone ragioni per appoggiare la Giunta Filippeschi, riteniamo che nel merito dei fatti non si possa sostenere che essa sia un bene per Pisa. Ecco alcune nostre considerazioni:

1.                      L’opinione pubblica della città non si esaurisce nel recinto dei sottoscrittori dell’appello. Esistono tante categorie che hanno davvero poche ragioni per essere soddisfatte (bancarellai, commercianti, operatori turistici, cittadini comuni colpiti dal degrado crescente, lavoratori e impiegati che patiscono la disorganizzazione dei trasporti pubblici, e così via). Nello stesso mondo universitario e in quello delle professioni non c’è certo l’unanime consenso verso Filippeschi che gli articoli apparsi sembrano suggerire.

2.                      Come abbiamo più volte messo in rilievo con interventi in consiglio e sulla stampa, Giunta e Sindaco sono stati gravemente carenti in numerose vicende : quella dell’aeroporto, culminata nell’approvazione della fusione, la gestione del contenzioso sul parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Emanuele, la vicenda delle Stallette, gli appalti per la gestione dei cimiteri, la scarsa chiarezza in generale degli affidamenti di global service, la questione delle bancarelle di piazza del Duomo, la gestione della sicurezza e del decoro della città.

Ognuna di queste vicende rivela l’incompetenza, l’approssimazione nonchè la sostanziale sudditanza al PD fiorentino che questa Giunta ha patito. Su tutto ciò i cittadini pisani dovranno riflettere in vista delle scelte future. Ecco perché il coordinamento cittadino di NCD, nel momento in cui la città si interroga sul suo futuro amministrativo, rivolge un appello affinché, a partire dalle opposizioni consiliari, con lo stimolo di tutte le associazioni civiche, culturali e professionali, si cominci a ragionare di una piattaforma di denuncia e di programma che vorremmo chiamare “Un’altra Pisa è possibile”, per liberare le energie e le intelligenze della città dal gruppo di potere che la soffoca da decenni, il tutto senza voler mettere alcuna bandierina di partito ne voler mischiare le carte tra sensibilità politiche anche molto distanti.

 

 

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