Che ne sarà del Pisa? Tifosi arrabbiati. Cessione saltata, inizia la protesta. Città in subbuglio tappezzata di striscioni

PISA – La città insorge. Nella tarda serata di ieri Pisa e i suoi tifosi hanno ricominciato la protesta iniziata lunedì scorso alla stazione Leopolda e interrotta dopo il sit-in davanti alla Prefettura, quando la cessione del sodalizio nerazuzrro alla famiglia Corrado sembrava fatta. La lunga giornata di ieri invece ha portato alla rottura della tratttativa con la famiglia Corrado, che imputa alla famiglia Petroni di aver cambiato le condizioni della bozza del contratto redatto il 7 dicembre scorso e divulgato alla stampa cittadina e non solo.

di Antonio Tognoli

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La Lega ha fatto sentire la sua voce con il presidente Andrea Abodi a fare da intermediario a questa estenuante trattativa di cessione dell’Ac Pisa che si protrae ormai da questa estate prima con Pablo Dana e poi con la famiglia Corrado. Una causa perorata anche dal Sindaco Marco Filippeschi, che nonostante i mille problemi personali e le faccende cittadine da risolvere, anche ieri ha passato la sua giornata al cellulare e in tarda serata ha cercato di fare da pacere, parlando anche con gli avvocati delle due parti (Comito e Polvani) e far sì che la trattativa riprendesse con l’offerta vincolante. Niente di fatto, la cessione del Pisa è definitivamente saltata. Lo afferma in un post su Facebook anche il giornalista Ivan Zazzaroni con molto rammarico: “È saltato tutto – dice – il calcio non merita gente seria come i Corrado. Sono addolorato e mi sento sconfitto. Per la prima volta in 36 anni. È uno schifo”. Affermazioni forti che fanno riflettere sulla situazione dell’Ac Pisa 1909 che ormai è stata seguita anche fuori dai confini Pisani. Tutti sanno la situazione della società nerazzurra. Adesso non ci resta che attendere altri risvolti, anche se spiragli di riapertura non sembrano esserci. “Il tempo è scaduto”, ha fatto sapere la famiglia Corrado alla stampa cittadina e il futuro del Pisa e dei suoi tifosi (a meno di un miracolo) si prospetta tutt’altro che roseo, mettendo a repentaglio anche il duro lavoro di sopportazione e quello sul campo di mister Rino Gattuso e dei giocatori che fino a questo momento hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e sopperito a situazioni veramente critiche per una squadra professionistica, ormai sotto gli occhi di tutti.

Adesso non ci resta che attendere, come annunciato dalla Carrara Holding la nomina odierna dell’ennesimo amministratore unico che verrà comunicato dalla società dopo mezzogiorno e la reazione che la squadra e mister Gattuso avranno nelle prossime ore a questa situazione di disagio. L’ennesima di una stagione disgraziata. Il Pisa tra poche ore affronterà il Cittadella con il morale sotto i tacchi, ma soprattutto domani venerdì scadra il termine per il pagamento di stipendi e contributi che potrebbe portare ad altri punti di penalizzazione in classifica oltre a quello che tra poco arriverà a breve per il mancato pagamento dei contributi dello scorso trimestre. Sul piatto sono necessari un milione e trecento mila euro.

Insomma gli scenari sono tutt’altro che rosei a meno di un cambiamento repentino nelle prossime ore e i tifosi nella tarda serata di ieri hanno tappezzato la città di striscioni, chiedendo alla proprietà di andarsene e di vedere il Pisa nel più breve tempo possibile. “A Pisa non si gioca”. E le prossime partite dei nerazzurri sono a serio rischio.   Tutte le zone di Pisa dal nuovo Cpt alla SestaPorta alla sede a Montacchiello, Viale Bonaini, La Cella, al Palacongressi a Logge di Banchi, in Corso Italia davanti alla sede de Il Tirreno, Piazza Guerrazzi per concludere con la FiPiLi a Cascina e nelle zone della Provincia dove ci sono molti tifosi nerazzurri, sono occupate dagli striscioni di protesta. E la protesta sembra non terminare, infatti,  nelle prossime ore sono previste altre manifestazioni del tifo nerazzurro che ancora una volta farà sentire la propria voce. Il Pisa è una fede e in quanto tale va rispettata. Da tutti.

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