Nel 2017 tiene il tessuto imprenditoriale pisano. Imprese femminili in crescita

PISA – Torna a sorridere almeno in parte il tessuto imprenditoriale pisano, che nel 2017 appena chiuso ha fatto registrare un saldo positivo di +153 imprese, risultato della differenza tra le 2.600 iscrizioni e le 2.447 cessazioni.

Il tasso di crescita provinciale sale a 0,35%, inferiore rispetto alla media nazionale dello 0,75% e persino a quella regionale (0,38%), ma comunque decisamente migliore rispetto al 2016, quando la forbice tra iscrizioni e cessazioni era solo di +29 e il tasso di crescita a livello di un misero 0,07%. Siamo comunque ancora lontani dal 2014, quando lo stesso saldo era attestato ad un +554 per un tasso di crescita di 1,28%.

“Tra una azienda che chiude, magari di lunga tradizione e professionalità e una nuovissima che apre la somma non è evidentemente zero, e nel corso del 2017 sono chiuse ben 2.447 imprese pisane” – commenta la presidente di ConfcommercioPisa Federica Grassini

L’aspetto che ritengo più significativo non è tanto il tasso di crescita, positivo ma comunque molto limitato, quanto piuttosto l’importante contributo che alla tenuta del sistema imprenditoriale pisano offrono le imprese femminili, in crescita costante negli ultimi tre anni”.

La presidente cita l’ultima indagine di Unioncamere: “Al 30 settembre 2017 le imprese femminili a Pisa e provincia erano 9.720, complessivamente 257 in più rispetto alle stesse del 2014, per un tasso di femminilizzazione del 22,12%, superiore rispetto alla media nazionale ferma al 21,83%, confermando una presenza sempre più cospicua e crescente delle donne nel sistema produttivo locale”.

In tema di uguaglianza uomo/donna c’è ancora moltissimo da fare” – spiega la numero di ConfcommercioPisa: “L’ultimo rapporto Ocse segnala come le donne nel mondo guadagnino in media il 23% in meno rispetto agli uomini. La situazione italiana è migliore, ma non troppo. La retribuzione annua lorda degli uomini è di 30.676 euro, mentre le donne guadagnano 27.228 euro, con una differenza percentuale del 12,7%, rappresentando solo il 40% degli occupati in posizioni da dirigenti e quadri. Inoltre, l’Italia resta al quart’ultimo posto tra i trentacinque paesi sviluppati per percentuale di donne occupate. Il tasso di occupazione femminile ha toccato il 48,8% a luglio scorso, 17 punti percentuali in meno rispetto alla media europea. Nonostante questo svantaggio competitivo, le imprese femminili hanno superato in Italia la soglia del milione e trecento mila, grazie a tantissime donne che hanno creduto in se stesse, investendo con sacrificio, coraggio e fiducia nella loro loro professionalità”.

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