“Non si tratta di un gioco”, il M5S sulle slot

PISA – Il Movimento 5 Stelle Pisa è da sempre impegnato nella lotta contro le ludopatie e ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sul tema in consiglio comunale, con un ordine del giorno al bilancio di previsione 2014 che è stato approvato all’unanimità.

Con questo atto di indirizzo, il M5* propone l’avvio di un percorso in IV Commissione consiliare permanente per valutare la possibilità di intervenire sul sistema di imposizione locale, al fine di disincentivare gli esercizi in cui vi sia offerta di apparecchi per il gioco lecito e di incentivare gli esercizi che ne siano privi.

Infatti, da un recente studio dell’Ipsad (Italian population survey on alcohol and other drugs) e dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa del CNR emerge l’esistenza di una correlazione tra il numero di apparecchi presenti sul territorio e la diffusione del fenomeno della dipendenza da gioco.

E’, inoltre, di ottobre (Il Tirreno 23.10.2013) la notizia che al Sert di Pisa sono già 70 le persone prese in carico per essere affette da Gap (gioco d’azzardo patologico), vera e propria forma di dipendenza che secondo i dati dell’Associazione Libera genera, su scala nazionale, costi sanitari diretti e indiretti dell’ordine di 5,5 – 6,6 miliardi di euro.

In questo quadro, il M5* intende contribuire alla messa a punto di interventi concreti sul territorio, affinché l’adesione del Comune di Pisa al ” Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” si traduca in fatti concreti, con la possibilità di incidere realmente su un fenomeno che conta, secondo questa stessa fonte, più di 15 milioni di giocatori abituali, di cui 3 milioni a rischio patologico e circa 800.000 già patologici.

Un fenomeno inquietante, che trova il sostegno trasversale in Parlamento di potenti lobby economiche, con fatturato di 80 miliardi l’anno , pari al 4% del Pil. Ma a fronte di entrate fiscali significative, anche se segnate nel tempo da fenomeni di evasione clamorosi, pesa l’ignobile principio di uno Stato “biscazziere” che lucra sui soggetti più deboli facendo gravare gli oneri sociali e sanitari di questo fenomeno sugli enti locali.

Elisabetta Zuccato (M5S)

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