Nuova area ambulatoriale per la somministrazione degli anticorpi monoclonali presentata a Cisanello

PISA – Così come la prescrizione di antibiotici rappresenta la cura in presenza della ricorrente ondata influenzale (per la cui prevenzione ci si può vaccinare), allo stesso tempo la somministrazione di anticorpi monoclonali risulta avere efficacia nei soggetti che hanno contratto la Sars-CoV2, mentre la vaccinazione in atto in tutto il Paese ha un solo effetto preventivo, ed ecco quindi che l’AOUP di Pisa si è dotata di un’intera Area Ambulatoriale atta a questo scopo, ricavata nel presidio Ospedaliero di Cisanello, con ingresso riservato, al piano terra dell’Edificio 13 che ospita le strutture di “Malattie Infettive” e di “Pneumologia”, che già in questi mesi di emergenza sanitaria sono state interamente trasformate in degenze Covid.

In questo ambiente, pertanto, verranno accolti tutti i pazienti positivi al virus che abbiano gli specifici parametri clinici richiesti come previsto dalle indicazioni AIFA per il trattamento con anticorpi monoclonali, al pari di coloro che vorranno essere arruolati nelle sperimentazioni ospedaliere in corso, facendo della Struttura cittadina il primo Centro Italiano ad operare in tale direzione.


Una nuova struttura ambulatoriale che solo simbolicamente è stata presentata questa mattina 27 marzo 2021 agli Organi di Informazione, in quanto la stessa è già funzionante da alcune settimane, ed a fare gli onori di casa non poteva che essere il Prof. Francesco Menichetti, Primario del reparto di Malattie infettive che, oltre a far visitare i locali, ha affermato: “Si tratta di un ulteriore obiettivo raggiunto dall’AOUP e di cui andiamo orgogliosi, che offre la possibilità di garantire ai nostri pazienti un trattamento innovativo come quello della somministrazione degli anticorpi monoclonali che rappresenta la terapia rispetto all’infezione in fase precoce, onde evitare che si trasformi in malattia conclamata, al momento con buone sensazioni, ancorché si voglia verificare che si possano ottenere validi risultati in quanto ci dobbiamo attenere, su tale versante, a ciò che viene dimostrato in termini inequivocabili sulla base della nostra ricerca“.


Per far ciò“, prosegue il Prof. Menichetti, “abbiamo destinato a questa iniziativa l’ala più estrema della struttura ambulatoriale di Malattie Infettive, assolutamente separata ed in condizioni di estrema sicurezza, al cui interno vi è un filtro ed ha pertanto la possibilità di operare autonomamente con un percorso di accesso per i pazienti con positività al Covid-19, che vengono valutati, eventualmente trattati ed osservati dopo la somministrazione e quindi rispediti al loro domicilio, in quanto questo percorso si fonda sul fondamentale legame di continuità assistenziale con i medici di Medicina Generale e con le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) dato che, in prospettiva, siamo di fronte ad un trattamento che dovrà divenire di tipo domiciliare“. “In questo periodo“, conclude il Primario, “stiamo seguendo due percorsi paralleli, ovvero la somministrazione di monoclonali autorizzati dall’AIFA per la quale arruoliamo quest’oggi l’ottavo paziente, mentre per la sperimentazione dei monoclonali AstraZeneca abbiamo già arruolato 14 pazienti a far tempo dal 9 di marzo e stiamo procedendo con un buon ritmo sperando di continuare su questa strada“.

Un evento al quale hanno partecipato il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, unitamente al Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo ed al Presidente della terza Commissione Sanità e Politiche del Consiglio Regionale Enrico Sostegni, mentre a livello locale vi è stata la presenza del Sindaco di Pisa Michele Conti, al pari del Magnifico Rettore dell’Università di Pisa Prof. Paolo Mancarella ed, ovviamente, della Dr.ssa Silvia Briani, Direttrice Generale dell’AOUP, con il Presidente Giani che ha introdotto l’argomento: “La struttura che fa capo al Prof. Menichetti rappresenti l’avanguardia delle 12 analoghe unità che in Toscana saranno chiamate a somministrare gli anticorpi monoclonali contenuti nelle 1.080 dosi (in pratica 90 per ogni struttura, ndr) che dopo ampie sollecitazioni siamo riusciti ad ottenere dal Ministero e che costituiscono le prime cure per quel che riguarda la lotta al Covid-19, una sperimentazione che solo simbolicamente parte quest’oggi da Pisa perché in realtà come inoculazione sulle persone sono già state eseguite 22 somministrazioni, attraverso un lavoro che si annuncia molto delicato in quanto stiamo parlando di medicinali salvavita e trattandosi, come detto, di dosi limitate il maggiore problema in questo periodo deriva da chi scegliere, un compito che non può che nascere da un Centro Ospedaliero Universitario come quello che stiamo seguendo qui a Pisa con la collaborazione dei Medici di base e dell’USCA per individuare le poche persone che potranno avere una cura che consenta loro di superare rapidamente il Coronavirus“.

Parole di elogio giungono anche dal Sindaco di Pisa Michele Conti che tiene ad evidenziare come: “sia chiaro che questo grande Ospedale abbia da sempre avuto una grande tradizione grazie alle eccellenze che nel corso dell’ultimo Secolo hanno studiato e portato a fondamentali risultati non solo per la Sanità pisana, ma anche su scala sia regionale che nazionale, ed in quest’ottica non posso che ringraziare il Prof. Menichetti per le prospettive dal medesimo sottolineate di non voler disperdere questo patrimonio umano e di sapere anche quando l’emergenza sanitaria sarà solo un brutto ricordo, potendo portare anche la mia diretta testimonianza vissuta durante i primi giorni della pandemia, avendo avuto modo di verificare una grande attenzione e professionalità nell’affrontare l’emergenza anche nei momenti di enorme pressione a causa dell’elevato numero di ricoverati, sempre tenendo in primo piano l’aspetto umano del malato“.

“Mi sia però altresì consentito”, conclude il primo Cittadino, “rivolgere un appello al qui presente Presidente Giani sul tema delle vaccinazioni, in quanto noi come Amministratori abbiamo la grande responsabilità di preservare gli anziani e le persone più fragili che, purtroppo, sono rimasti come ingabbiati in questa situazione sia pur per i più svariati motivi ed in questo momento sono ancora pochi quelli che hanno potuto essere vaccinati rispetto ai numeri e, pertanto, abbiamo bisogno che su questi soggetti vi sia un’attenzione particolare, evidenziando come, per quanto possibile nella nostra veste di Amministrazione Comunale, si sia provveduto a riqualificare due strutture, ovvero l’ex Mensa del CPT in zona Ospedaletto che sarà pronta per il prossimo 10 aprile ed una seconda di più ridotte dimensioni dedicata proprio, in accordo coi Medici di base, agli ultra 80enni, vale a dire il Distretto Socio Sanitario presso il CEP e già utilizzabile dalla prossima settimana“.

Una sottolineatura, quella del Sindaco Conti, per la quale non è ,mancata la pronta replica da parte del presidente Giani che ha ribadito: “Sto dicendo ormai da giorni che il nostro obiettivo, su 320mila ultra 80enni residenti in Toscana, si quello di somministrare a 200mila di essi la prima dose del vaccino anti Coronavirus, un risultato che posso dare per fondato in quanto sinora abbiamo coperto circa 110mila persone di prima dose e vi sono circa 15mila anziani nelle strutture RSA che hanno già avuto sia la prima che la seconda dose, mentre per gli altri circa 80mila noi abbiamo già l’appuntamento dei soggetti in questione con il proprio Medico di base, sulla scorta dell’arrivo per martedì prossimo delle necessarie dosi di vaccino Pfizer e, conseguentemente, reputo che da qui a Pasqua si possa raggiungere il citato obiettivo, mentre per la copertura totale ritengo possa avverarsi entro il successivo 25 aprile“.

Per quello che viceversa concerne i cosiddetti “soggetti fragilissimi“, conclude Giani, “stiamo usando il vaccino Moderna ed ad oggi siamo arrivati a circa 20mila dosi di vaccino somministrate ed anche stamattina abbiamo svolto una riunione operativa per le modalità in merito che sono particolarmente complesse in quanto vi saranno dei casi in cui sarà necessario recarsi presso il domicilio del soggetto interessato grazie al contributo delle squadre della nostra Protezione Civile che accompagnano il Medico, mentre altri potranno recarsi di persona nelle strutture ospedaliere, un lavoro svolto in stretta collaborazione con le Direzioni delle tre ASL territoriali“.

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