Nuova Rubrica: “Contro Corrente” di Giuliano Fontani

PISA – Parte quest’oggi una nuova rubrica su pisanews.net dedicata all’Ac Pisa 1909. A curarla il giornalista e amico Giuliano Fontani, grande conoscitore del mondo nerazzurro.

di Giuliano Fontani

Giuliano Fontani

La vittoria del Pisa sul Frosinone è il successo di una scelta coraggiosa e controcorrente. L’esonero di Pane era nelle cose, molto meno facili e scontate il ritorno di Pagliari. I due fatti sono passati attraverso alcuni fatti traumatici di grande rilievo perché sul terreno è rimasto lo strappo consumato fra il Presidente Carlo Battini e il Dg Fabrizio Lucchesi. Inutile girarci intorno. Lucchesi non voleva l’esonero di Pane e, tanto meno, il ritorno d Pagliari. Giovedì scorso, nello spogliatoio del campo di San Piero, l’allenatore ha affrontato il discorso con Lucchesi alla sua maniera , vale a dire di brutto: “Se era per te, io adesso non ero qui…”.

Il direttore generale, che nel frattempo era tornato sulla decisione di dimettersi, gli ha confermato che non era d’accordo sulla sostituzione di Pane e gli ha anche spiegato il metodo che avrebbe usato per individuare, eventualmente, il nuovo trainer: “Avrei individuato una rosa di nomi tra i tecnici disponibili, avrei parlato con loro e avrei capito come avrebbero voluto impiegare i giocatori e far giocare la squadra”. In un’altra sede Lucchesi, con molta sincerità, mi ha detto: “Non credo che il 4-4-2 in cui crede Pagliari sia il modulo più adatto per il Pisa, soprattutto per la mancanza di giocatori esterni adatti a quel tipo di gioco”. Questo è avvenuto nella settimana delle Palme. Poi, con il Frosinone, è avvenuta la Resurrezione. Il 4-4-2 di Pagliari ha funzionato, ma la ricetta dell’allenatore non era tattica. La sua “medicina” era psicologica e già dalle prime dichiarazioni si era capito che il tecnico avrebbe fatto leva proprio sull’entusiasmo e la fiducia per scuotere l’ambiente. Per questo, quasi provocatoriamente, in conferenza-stampa non ha parlato di play out o di play off, ma solo di promozione in serie B. Serviva un’iniezione di fiducia, anzi un’overdose di fiducia e Pagliari l’ha dispensata a piene mani, mettendosi sulle spalle il pesante fardello di un obiettivo che, al momento, era semplicemente un miraggio. Però la strategia psicologica di Pagliari ha funzionato. Basta con questi tocchetti laterali, il possesso di palla fine a se stesso. “Basta con queste pugnette…” ha urlato durante la settimana ai suoi giocatori sul campo, quando insistevano nel tentare di risalire il campo con passaggini corti e palleggi stretti: palla lunga e pedalare, una linea difensiva arcigna, mai esposta al contropiede, sempre presente a se stessa. . Gli amanti dell’estetica forse non ci saranno rimasti troppo bene, ma adesso il Pisa non poteva guardare per il sottile. Ci voleva la vittoria, urgevano i tre punti. Sono venuti anche con quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci e che, giustamente, si ricorda di chi è in credito. Ma bisogna sottolineare un aspetto su cui devono rfiflettere gli ultimi critici di Pagliari, da loro tacciato di difensivismo: al 94′ il Pisa, sul risultato di parità, era in attacco, Favasuli ha cercato spazio sulla sinistra e il suo cross non è andato a buon fine per il fallo con il braccio commesso da un difensore ciociaro. Però, al centro dell’area di rigore, si era buttato, di slancio, Carini, uno dei difensori centrali, steso dalla gomitata di un avversario. Non c’è male per un Pisa che si voleva votato solo alla fase difensiva.

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