Nuovo stadio: gli obiettivi degli investitori esteri. Due gruppi internazionali interessati. Intervista a Zavanella e in coda il possibile identikit dell’emiro arabo.

PISA – Torna parlare l’architetto Gino Zavanella sul tema del nuovo stadio. Raggiunto telefonicamente dalla redazione di Pisanews, ci ha spiegato brevemente quelli che sono gli obiettivi di due gruppi interessati a investire nel progetto stadio, entrambi provenienti dall’estero. In coda una nostra ricerca sul possibile identikit dell’emiro arabo. Si tratta di Al Maktoum?

INTERVISTA A ZAVANELLA

Sig. Zavanella, sono quindi due i gruppi interessati a investire nel progetto del nuovo stadio? Di chi si tratta? In precedenza si era parlato anche di un emiro.

“Si tratta di due gruppi provenienti dall’estero. Abbiamo trattato in prima istanza con due emissari. Il primo fa capo a un importante fondo di investimento internazionale che ha sede in Italia e il secondo, proveniente da Brescia, tratta solitamente con grandi investitori stranieri arabi e dell’europa dell’est. È una persona molta conosciuta in questo ambiente che è abituato a trattare con questi personaggi.”

Quali sono i loro obiettivi?

“Questi gruppi solitamente fanno grandi manovre in grosse attività commerciali. A Pisa stiamo cercando di sviluppare un pacchetto di servizi alla città che potrebbe fare avere un grosso ritorno economico a questi investitori e parallelamente giovare a Pisa, dato che ha un grande appeal e interesse da parte di società estere. Per ora abbiamo buttato il sasso nello stagno.”

Come si sono svolti questi incontri?

“Si tratta di una trattativa lunga anche perché siamo in un periodo particolare, ma sicuramente non passerà molto tempo. Credo servano pochi mesi di riflessione. Il tema è caldo, il presidente è carico e il Sindaco e l’amministrazione sono ben disposti. Pisa si conferma città di prima fascia, che può vivere di luce propria.”

Grazie mille della disponibilità.

“Grazie a voi”

L’architetto Zavanella

L’IDENTIKIT DELL’EMIRO ARABO: SI TRATTA DI AL MAKTOUM?

Abbiamo quindi provato in queste settimane a fare le nostre indagini per cercare di capire almeno chi possa essere l’emiro citato da Zavanella, riportato anche da alcuni quotidiani locali. Abbiamo trovato circa tre indizi che potrebbero aiutarci a capire l’identikit di uno dei gruppi interessati.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi movimenti provenienti dal medio oriente verso Pisa. Una serie di movimenti in particolare ha colto la nostra attenzione. Prima di tutto non è un segreto che l’Aeroporto di Pisa, così come altri aeroporti internazionali italiani, stia guardando con interesse a oriente, per sviluppare nuove sinergie. Si tratta di un tema caldo di cui si è parlato spesso nei mesi scorsi. Inoltre, da Dubai, una mossa è stata fatta dalla Dnata, società controllata da Alpha Flight, nonché colosso dei servizi di bordo gruppo Emirates dell’emiro Al Maktoum, che ha comprato la Servair Air Chef e quindi Salza. Quest’ultimo nome compare ancora una volta a Pisa, poiché proprio all’inizio della scorsa stagione l’Al Nasr, squadra di calcio degli Emirati Arabi, ha giocato a Pisa contro i nerazzurri. L’Al Nasr gioca le sue partite casalinghe allo stadio Al Maktoum di Dubai, un impianto che può contenere 19.000 spettatori e di proprietà del cugino di secondo grado dello sceicco della Fly Emirates. La nostra indagine si ferma qui; certo è che il nome della famiglia Al Maktoum, che fa capo al Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, con un patrimonio di circa 16 miliardi di dollari secondo Forbes, compare spesso a Pisa ultimamente. Che sia dunque questa famiglia interessata a investire nel progetto stadio, magari favorendo l’apertura di una nuova via aeroportuale con Dubai? Per ora si tratta di fantasie, di nostre indagini personali, ma tre indizi potrebbero davvero costituire una prova.

Il progetto del nuovo stadio

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