Olio di Cannabis: benefici per la salute e regolamentazione

PISA – Iniziamo con una precisazione più che mai doverosa visto che si potrebbe essere tratti in inganno dal nome: il prodotto in questione è stato regolare ed usato spesso come integratore alimentare per le sue peculiarità. Si parla di olio di cannabis, presente in molti prodotti in vendita anche in negozi fisici che si possono trovare sul territorio italiano.


Ebbene dallo scorso novembre 2020 la vendita dell’olio in questione non è più da considerarsi legale; prima di allora era stato usato per la cura di disturbi legati ad esempio ad infiammazioni croniche, per lo stress, per difficoltà a prendere sonno. Un’inversione di marcia piuttosto importante e per certi versi sorprendente, dato che si era partiti dalla legge243 che aveva dato il via libera alla produzione ed alla commercializzazione di cannabis light (ovvero, quella senza Thc, sostanza responsabile dell’effetto sballo) e suoi derivati; quindi anche l’olio di cannabis.
A maggio 2019 è arrivata la doccia fredda: la Corte di Cassazione ha stabilito il divieto di vendita per prodotti di questo genere, dopo che erano stati nel frattempo aperte circa 15mila attività sparse sul territorio italiano e con finalità commerciali riferite proprio al mondo della cannabis legale. 

Regolamentazione dell’olio di CannabisL’olio di cannabis è un concentrato che presenta diversi cannabinoidi presenti solitamente nella pianta: la sua peculiarità è quella di avere un concentrato di Thc, il tetraidrocannabinolo, quello che, come si diceva, è solitamente indicato come responsabile dell’effetto sballo nella cannabis per uso ludico. Inoltre in questo prodotto è presente anche il Cbd, cannabidiolo, che invece è ampiamente utilizzato per le sue facoltà curative sia come integratore alimentare che come cura.

Tuttavia rispetto all’olio di Cbd, l’olio di cannabis ha valori di Thc più elevati, il che lo porta ad avere effetti psicotropi sull’individuo che lo assume. L’olio di cannabis, come si può leggere sul sito https://www.royalqueenseeds.it/, presenta una consistenza molto più densa rispetto all’olio di Cbd ed un colore più scuro dovuta al fatto che i metodi di estrazione sono meno raffinati.

Da ricordare che, per legge, qualsiasi derivato della pianta della cannabis abbia una percentuale di Thc superiore allo 0.2% è da ritenersi non regolare, in quanto al di sopra della soglia consentita a livello di normativa europea. Al di fuori della UE si possono trovare normative differenti (ad esempio negli Usa la soglia è di 0,3%). 
Ed è proprio la presenza di Thc in livelli elevati a rendere problematica la vendita dell’olio di Cannabis: e la differenza con l’olio di Cbd, pur provenendo dalla medesima pianta, è esattamente quella di garantire risultati diametralmente opposti.

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