Operazione “Café de Mar”: sequestrate a Marina tre tonnellate di Hashish. Cinque arresti tra cui due skipper

MARINA DI PISA – Sequestro record per la Squadra Mobile di Pisa che ha portato a termine l’operazione anti-droga “Cafè de Mar”, nata dall’intuito di uno degli agenti della Questura.

tre tonnellate il quantitativo record di hashish sequestrato e 5 gli arresti, con l’accusa di traffico internazionale di stupefacente, con l’aggravante dell’ingente quantità. Sono finiti in carcere: Varagnolo Paolo (skipper, residente nella provincia di Venezia, con precedenti); Loconsolo Mauro (skipper, di circa 35 anni residente nella provincia di Bat, incensurato); Ballini Elvis (marinaio, residente nella provincia di Milano, incensurato); Giove Giuseppe (trasportatore, residente nella provincia Milano, con precedenti in materia stupefacenti, ricettazione); Caglia Ferro Emilio (trasportatore, residente nella provincia di Napoli, incensurato).

polizia

L’indagine è partita nel mese di giugno quando un agente, appassionato di vela, è venuto a conoscenza del fatto che nei pressi della foce dell’Arno alcuni soggetti, non conosciuti nella provincia di Pisa, avevano preso a noleggio un posto barca per un periodo limitato, senza preoccuparsi particolarmente della somma da versare. Dopo alcuni controlli, verificato che uno di loro aveva precedenti in materia di stupefacenti, è scattata l’operazione.

“Abbiamo monitorato con telecamere l’ormeggio – ha spiegato il questore Gianfranco Bernabei – e perquisita l’imbarcazione subito dopo l’attracco”. Oltre ai due soggetti che si trovavano a bordo della “Cafè de mar” sono stati arrestati altri tre uomini, che in quel momento sopraggiungevano cazione a bordo di due furgoni bianchi, sui quali è stato trovato materiale per l’imballaggio ed il confezionamento dello stupefacente. La droga era nascosta in un vano ricavato all’interno della sala macchine. Nell’operazioneil Sostituto Commissario Marco De Franchi ha riportato una frattura scomposta ad una spalla.

Sequestrati anche 11 mila euro in contanti ed un jammer telefonico, un sofisticato apparecchio, usato per lo più per fini militari, che inibisce le trasmissioni telefoniche nel raggio di 800 metri. «Il ritrovamento di questo strumento inedito – ha commentato il Procuratore Ugo Adinolfi – ci fa pensare di essere di fronte ad un’organizzazione criminale strutturata e con notevoli mezzi economici».

Ancora da chiarire i retroscena dell’operazione: «pensiamo che la banda abbia scelto Pisa come punto d’appoggio, ma che la droga non fosse destinata al mercato cittadino, anche vista l’ingente quantità» ha aggiunto Bernabei. Incerta la provenienza: «sulla barca abbiamo ritrovato materiale che fa pensare ad un passaggio da porti francesi – ha precisato Rita Sverdigliozzi, Capo della Squadra Mobile – ma anche sigarette arabe». L’ipotesi più accreditata è che la banda si sia rifornita in Marocco.

LE PAROLE DEL SINDACO FILIPPESCHI. “Bisogna continuare così, con operazioni investigative capaci di colpire al cuore la malavita organizzata dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti”. Così il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi sull’operazione della Polizia di Stato, resa nota questa mattina, che ha portato all’arresto di cinque persone le quali avevano nascosto tre tonnellate di hashish in una barca ormeggiata al porto turistico di Marina di Pisa. “MI sono congratulato con il questore Bernabei e le forze della polizia di stato in servizio – ha proseguito il primo cittadino – perché si è trattato di un’operazione che comportava un grado di complessità non indifferente che è stata portata termine con successo”.

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