OSAPP: “No alla guerra tra poveri. Lavoriamo con e per la Polizia Penitenziaria”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’OSAPP riguardo alla situazione al Carcere Don Bosco di Pisa.

Con profonda sorpresa leggiamo stamani -dichiarano Claudio Caruso ed Alessio Vetri, rispettivamente Vice segretario regionale Osapp Toscana e Segretario Provinciale Osapp Pisa- un comunicato a firma di due organizzazioni sindacali del Corpo di Polizia Penitenziaria le quali, a nostro avviso, hanno manifestato con tutta evidenza di come alcuni sindacati riescano ad essere di fatto lontani dai problemi del personale.

Queste sigle, che rappresentano una minoranza che deve pur esprimere il pensiero come previsto dalla Carta Costituzionale, hanno attaccato altre sigle sindacali, strumentalizzando due eventi critici, accusandole di presunti accordi con la Direzione ed attribuendo alle stesse delle dirette responsabilità circa la gestione attuale del lavoro e della relativa organizzazione, premurandosi di informare gli organi di stampa. Vorremmo pertanto che gli organi di stampa chiarissero almeno la posizione delle sigle accusate di tali sconce nefandezze. Che non si basano sulla verità dei fatti.

Il problema non è nemmeno l’attacco stesso, prevedibile da parte di chi non sa come giustificare la propria inattività al personale iscritto….il problema vero è che ci viene additato di avvallare le scelte della Direzione. E quali sarebbero queste scelte, visto che quest’anno la Direzione ha indetto un solo incontro sindacale? Forse l’aver fatto approvare a Gennaio il piano ferie estivo, pasquale e natalizio, dando la possibilità ai colleghi di potersi organizzare con largo anticipo il congedo da trascorrere con le proprie famiglie? NE SIAMO BEN LIETI DI AVER FATTO QUESTA SCELTA, unitamente ad altre 3 sigle sindacali -ribattono i sindacalisti-

Questa sigla, è vero, ha presentato, insieme alle altre 2 sigle con cui recentemente collabora per il bene del personale, un piano di riorganizzazione del lavoro con un cospicuo abbattimento dello straordinario, che la Direzione (presunta complice) ha COLPEVOLMENTE ignorato.

Ma tornando ai 2 eventi critici, cogliamo l’occasione per complimentarci con il personale intervenuto nei due tentati impiccamenti dei giorni scorsi. Questo denota la spiccata professionalità del personale di Polizia Penitenziaria che continua a rendere servizio allo Stato seppur in condizioni al limite della legalità; ma i colleghi sindacalisti dalla penna facile hanno commesso un errore, ovvero quando il secondo detenuto ha tentato il suicidio, a capo dell’intero istituto non vi era un Assistente Capo, ma bensì un appartenente al Ruolo degli Ispettori, che data la cronica carenza di organico e le insindacabili assenze giustificate, si è trattenuto in servizio, espletando oltre 10 ore di servizio continuativo, nonostante qualche ora dopo si sarebbe dovuto ripresentare in servizio per espletare il turno notturno. Era questo lo scandalo che dovevano segnalare. Non altro.

Comprendiamo l’opposizione sindacale che s’inventa di tutto pur di recuperare terreno, ma dire che la colpa di tutto questo sfacelo è della Direzione e delle altre Sigle sindacali è inammissibile, visto che, se ad oggi la Casa Circondariale di Pisa è ridotta in questo stato, le colpe sono da ricercarsi nelle precedenti gestioni ed in quei sindacalisti che sono scesi sempre a patti con la direzione e in condizioni di non belligeranza hanno preferito tacere innanzi a decisioni a dir poco scellerate e comunque unilaterali.

La nostra attenzione è e sarà sempre verso i colleghi. La guerra fra poveri non fà per noi. Gli altri sindacati se ne facciano una ragione…

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